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Figlia del boss suicida a Pescara uccisa per vendetta, la verità dopo 9 anni

Pescara. La figlia di Felice Maniero, ex boss della mala del Brenta, sarebbe stata uccisa per vendetta. A smentire la tesi del suicidio è Giancarlo Carpi. Della vicenda, come riferito dal quotidiano il Centro si occuperà Report nella puntata che andrà in onda domenica prossima alle 21.45 su Rai3. elena manieroNon sarebbe stato un suicidio per una delusione d’amore, quello di Elena Maniero morta nove anni fa a Pescara. a ragazza sarebbe stata invece uccisa per una vendetta nei confronti di quel padre colpevole di aver collaborato con la giustizia. È quanto racconta per la prima volta a Report Giancarlo Carpi, l’ex camionista che negli anni Novanta aveva fondato con altri la struttura militare segreta “Legione Brenno”, coinvolta in un traffico di armi. Carpi aveva partecipato segretamente alla guerra tra serbi e croati ed era poi finito in carcere a Padova, dove aveva contatti con uomini legati alla mafia veneta. Gli uomini riferivano di un prossimo omicidio della giovane trentenne. Dopo un volo nel buio dalla finestra della sua mansarda nel febbraio 2006, Elena Maniero fu ritrovata senza vita in un cortile di un condominio a Pescara dove viveva sotto falso nome. Inizialmente, si era ipotizzato che la donna, 30enne, si fosse gettata dalla mansarda del condominio in cui viveva nel centro di Pescara. La figlia del boss, diventato collaboratore di giustizia, viveva infatti in Abruzzo sotto copertura. La vicenda venne archiviata come suicidio per motivi sentimentali, nonostante i dubbi del padre. “Gli hanno ammazzato la figlia”, questa la rivelazione di Carpi ai microfoni nell’ambito di un’inchiesta dedicata a un gruppo di contractors clandestini incaricati di addestrare delle milizie in Somalia e al traffico di armi internazionale.

Foto: Il Centro