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Filippo Giorgi, climatologo premio nobel, parla da Sulmona: la politica non può ignorare i cambiamenti

Sulmona. Conoscere e avere la consapevolezza dei cambiamenti climatici non basta perché “dalla consapevolezza dovrà nascere l’azione, non solo nella vita e nell’impegno di tutti i giorni ma anche nel mandare un messaggio forte alle classi politiche che il problema non si può più ignorare”. Questo il messaggio che il premio Nobel per la pace 2007, Filippo Giorgi, climatologo di fama mondiale, laureato in Fisica all’Aquila, manda oggi dalla sua città, Sulmona, parlando agli studenti come ospite d’onore all’inaugurazione dell’anno scolastico del Liceo Classico.

“È importante – dice Giorgi in un’intervista pubblicata sul quotidianio dell’Abruzzo ‘il Centro’ in edicola oggi, firmata da Nino Motta – che si formi un’opinione pubblica su questi temi e questa deve nascere dai ragazzi”. “Abbiamo una grande responsabilità verso le prossime generazioni – aggiunge il climatologo – che speriamo non dovranno rimpiangere le nostre scelte”. E sugli scenari che riguardano l’Italia: “L’aera mediterranea è particolarmente sensibile al riscaldamento globale.

I modelli climatici indicano una forte diminuzione di precipitazioni e un aumento di temperature. Insomma un forte rischio di inaridimento, se non desertificazione. Al tempo stesso un aumento di quelle che oggi vengono chiamate ‘bombe d’acqua’. Le zone costiere, oggi sede di gioielli storico-culturali (basti pensare a Venezia) sarebbero a forte rischio per l’innalzamento dei mari”. E alla domanda se sente nostalgia della sua Sulmona, Giorgi risponde: “A Sulmona non torno molto spesso, ma mia moglie è dell’Aquila e quindi veniamo regolarmente in Abruzzo, una regione stupenda”.

Foto: Il Germe