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Finisce in una buca sul marciapiede e resta ferita, comune di Capistrello costretto a risarcire 140mila euro

Capistrerllo. Finisce con un piede in una profonda buca sul marciapiede e resta ferita. Il comune condannato a risarcire  140mila euro per i traumi e le lesioni riportate. E’ quanto accaduto nel Comune di Capistrello dove una signora, non residente, ha ottenuto da parte del  Tribunale di Avezzano, a firma del Giudice Giulia Sorrentino, il maxi risarcimento. La buca era ricoperta dalle foglie e non visibile.

I fatti risalgono a settembre 2013, quando la donna che camminava sul  marciapiede di una via periferica di Capistrello, nel mettere il piede su quello che credeva un piccolo manto erboso, è sprofondata in una buca ricoperta di erba e fogliame, cadendo rovinosamente a terra e riportando alcune lesioni. Fu trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, dove gli venne diagnosticata una “frattura lussazione testa omerale destra”, da cui sarebbero derivati postumi permanenti.

Il processo è stato avviato subito dopo l’accaduto. La donna si è   rivolta agli avvocati Renzo Lancia e Salvatore Braghini che hanno citato  in giudizio il Comune di Capistrello sostenendo l’incidente  era da ricondursi alla responsabilità dell’Ente in quanto custode del marciapiede, chiedendo il risarcimento del danno non patrimoniale. Il Comune, tramite il suo legale, ha presentato una serie articolata di eccezioni soprattutto in ragione  prevedibilità dell’infortunio, trattandosi – a giudizio della difesa – di una buca “evitabile”, invocando la condotta colposa della malcapitata.

La buca si era formata dall’espianto di un albero da parte di terzi. Non così per il Giudice Giulia Sorrentino, secondo cui “non può negarsi che la buca presentasse caratteristiche tali da costituire un pericolo per i pedoni,  sia in relazione alla sua profondità e alla sua estensione, sia in considerazione della sua non perfetta visibilità, essendo ricoperta da erba e fogliame, come riferito dai testimoni”.

Google Maps ha avuto un ruolo determinante. Nel processo sono state utilizzate anche le immagini di Google Maps, che hanno consentito di acquisire in giudizio lo stato della buca al tempo dell’infortunio. Il Ctu Mauro Arcangeli ha invece riscontrato i postumi permanenti che hanno determinato una consistente invalidità permanente della donna, ritenendo  perfettamente compatibile la dinamica dell’incidente  con le lesioni riscontrate.

Gli avvocati Renzo Lancia e Salvatore Braghini esprimono soddisfazione “per aver conseguito un così importante risultato a vantaggio di una signora anziana, segnata profondamente dal sinistro; evidenziano, inoltre, che il problema delle buche, avvallamenti e dissesti dei marciapiedi è particolarmente avvertito dalla popolazione più anziana, per cui sentenze come questa richiamano chi detiene la responsabilità della custodia a non sottovalutare le condizioni di dissesto stradale, che troppo spesso rischiano di diventare delle vere e proprie trappole, in particolare per quanti preferiscono andare a piedi oppure vi sono costretti”.