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Fondi europei, l’Abruzzo punto a modello partecipativo

Montesilvano. “Sulla programmazione dei fondi europei 2021-2027 l’Abruzzo punta al modello partecipativo. Un modello che assumerà dal basso le esigenze e le naturalizzerà nell’ambito della programmazione dei fondi stessi, un ruolo centrale sarà assegnato ai sindaci ai quali è stata tolta centralità negli anni. Quindi noi, con una serie di interventi, all’Associazionismo al supporto di personale qualificato, fino ad arrivare all’introduzione di misure di prossimità per il cittadino, siamo pronti ad avviare questa fase di programmazione partecipata fino a maggio, momento in cui sarà scritto questo Documento Unico Strategico che sarà condiviso con il partenariato istituzionale, sociale, ed economico”. Lo ha dichiarato Emanuela Grimaldi, Direttore del dipartimento presidenza e programmazione della Regione Abruzzo, illustrando l’evento in corso a Montesilvano.

“Dopo questo secondo incontro, che segue quello di Roseto degli Abruzzi, sono previsti in futuro eventi tecnici con tavoli tematici costruiti ad hoc da gruppi di lavoro che sono sui singoli tavoli tematici indicati dalla Commissione Europea, e declinati in Abruzzo con l’integrazione del tavolo agricoltura e pesca. Ci saranno quindi incontri con l’Università, la Ricerca, il,Terzo Settore, fino all’incontro di
fine aprile nel quale ci sarà la sintesi di tutti i documenti” ha concluso Grimaldi lasciando la parola ad altri relatori.

Dopo la Grimaldi è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, dichiarando: “Questa è la nostra logica: credere tutti insieme nel futuro della nostra regione che deve diventare moderna, efficiente, funzionale, sostenibile ed industriale”.

“La nostra idea -ha sottolineato Sospiri – é molto semplice: se avremo condiviso in precedenza tutta questa strategia di richiesta di investimenti della nuova programmazione europea 21-27, quando questa arriverà saremo già pronti a partire e non attenderemo anni per vedere le prime risorse investite”. Parlando del ciclo di incontri in questione, Sospiri ha affermato che, dopo l’incontro di dicembre con sindacati e associazioni e dopo quello di oggi, “nella terza occasione chiuderemo l’alleanza perfetta tra stakeholders, amministrazioni locali e Regione Abruzzo, che li tiene insieme”. Il presidente ha sottolineato poi la “così ampia partecipazione, in un giorno lavorativo e su temi così tecnici” che “dimostra quanto ci sia grande volontà di partecipazione”. Il presidente del Consiglio si è soffermato poi sul “cambio di passo rispetto al passato: nell’estate 2018 l’Abruzzo era tra le ultime regioni d’Italia per impiego di fondi europei. Abbiamo recuperato un po’ e siamo ai livelli di sufficienza. Ma noi non siamo qui per essere sufficienti – ha concluso- siamo qui per essere i più bravi”

A margine dell’incontro è intervenuto il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dichiarando: “Dimostreremo che l’Abruzzo è capace di spendere i soldi ed è capace di fare progetti condivisi con il territorio e la partecipazione, numerosa, entusiasta e attiva delle amministrazioni dimostra che questa è la strada giusta.” Basandosi sui risultati della corrente programmazione 2014-2020, che ha assegnato complessivamente all’Abruzzo oltre 400 milioni di euro (Por Fesr-Fse), e attraverso le esperienze di quelle linee di azione che hanno meglio funzionato sul territorio, ente Regione e Comuni si stanno confrontando su sei tavoli tematici.

“Stiamo costruendo un percorso molto utile per l’Abruzzo – ha sottolineato Marsilio – Nel mese di dicembre incontrammo associazioni di categoria, sindacati, associazionismo di settore. Oggi incontriamo i sindaci. In entrambe le occasioni centinaia e centinaia di soggetti che rappresentano interessi diffusi sui territori. Le principali istituzioni locali del territorio sono qui per dare suggerimenti, per raccontare esperienze, per verificare cosa ha funzionato in questi anni sull’utilizzo dei fondi europei, quali sono i programmi e i progetti che hanno avuto maggiore successo e quelli che, al contrario, hanno avuto magari difficoltà e perché hanno avuto difficoltà. È un atto di ascolto umile da parte della Regione”.

“Non abbiamo la presunzione di imporre, come accaduto nel passato – ha continuato il governatore – dei programmi fantasmagorici sui territori che poi restano fermi e incagliati come dimostrano purtroppo le statistiche, perché il precedente ciclo di programmazione lo abbiamo trovato un anno fa fermo agli ultimi posti”. Il presidente ha parlato infatti di una “grave situazione di arretratezza nell’utilizzo delle risorse” e sottolinea che quando “cercavo di capire perché eravamo indietro raccolsi il fatto che c’era una critica di fondo: programmi e progetti non condivisi e questo ha creato una distonia tra le esigenze del territorio e delle imprese e i bandi”