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Fondi Giovanardi, assolto il medico aquilano ed ex maresciallo accusato di truffa

L'inchiesta riguardava lo stanziamento di fondi di progetti sociali nel post terremoto

L’Aquila. Il Tribunale dell’Aquila ha assolto oggi con formula piena il medico aquilano Gianfranco Cavaliere, ex maresciallo dell’esercito molto conosciuto in città, arrestato nel 2011 con l’accusa di truffa ai danni dello Stato nell’ambito dell’inchiesta della procura della repubblica sulla gestione dei cosiddetti “fondi Giovanardi”, e cioè i 12 milioni di euro che il Dipartimento Famiglia nel governo Berlusconi, attraverso Carlo Giovanardi, allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, aveva stanziato a favore di progetti sociali nel post-terremoto aquilano. In seguito alle indagini le risorse sono state bloccate così come i bandi.

L’inchiesta aveva coinvolto anche la Chiesa aquilana con l’allora vescovo ausiliare Giovanni D’Ercole, ora vescovo di Ascoli Piceno, che figurava tra i cinque indagati. Il collegio era presieduto dal giudice Alessandra Ilari. Soddisfatto l’avvocato difensore Marco Castellani, del foro dell’Aquila. “E stato un percorso processuale lungo e travagliato, che è stato duro per il mio assistito, ma non avevamo mai avuto dubbio che sarebbe stata acclarata la sua innocenza”. Soddisfazione viene espresso in una nota anche da Giovanardi.

“Ho da subito sostenuto pubblicamente non soltanto la sua innocenza, ma anche l’impossibilità di commettere i reati di cui era stato accusato. Soltanto otto anni dopo”, spiega Giovanardi, “sono stato chiamato a testimoniare e ho potuto spiegare ai magistrati giudicanti che nel generoso tentativo di Enti e Associazioni private, compresa la Curia rappresentata da Monsignor Giovanni D’Ercole, anche lui inquisito, di contribuire con i loro progetti alla ricostruzione del dopo terremoto, era impossibile che ci fossero estremi di reato e, meno che mai, di truffa allo Stato. Politici ancora in carriera che allora cavalcarono gli arresti, dovrebbero vergognarsi davanti al calvario di persone innocenti, tra le quali purtroppo, Fabrizio Traversi, funzionario della Presidenza del Consiglio, deceduto nelle more del processo, che hanno avuto enormi danni sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista politico. Spero che Cavaliere”, conclude, “abbia la forza ed il coraggio di riprendere, con la passione di un tempo, la sua attività politica, che è sempre stata al servizio del bene comune”.