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Fratino: rispetto a dati 2018 aumentano i nidi in Abruzzo. Ma sopravvivenza dell’animale sempre più a rischio

Teramo. È in forte diminuzione in tutta Italia e anche in Abruzzo vive una situazione di difficoltà: è il Fratino (Charadrius alexandrinus) che nel 2019 ha nidificato soprattutto nella Riserva del Borsacchio (11 nidi) e nella spiaggia libera del Foro di Ortona (14 nidi).

Rispetto al 2018, caratterizzato dai peggiori risultati mai registrati in Abruzzo, il 2019 ha segnato una piccola ripresa. I risultati del rapporto “Il Fratino in Abruzzo”, realizzato dall’Area Marina Protetta Torre del Cerrano e dal Wwf Abruzzo nell’ambito del progetto “SalvaFratino Abruzzo” sono stati presentati oggi nella sede della Direzione Marittima AbruzzoMolise a Pescara. Si conferma l’importante ruolo svolto dalle aree naturali protette costiere nelle quali si registra, tenuto conto delle ristrette dimensioni, una densità maggiore rispetto alle aree esterne; zone tra l’altro dove le ultime mareggiate non hanno causato danni, grazie all’ecosistema dunale ancora integro.

Difficoltà continuano a registrarsi nel Vastese, ma soprattutto a Pescara dove quest’anno non è stato trovato alcun nido e che invece anni fa aveva avuto anche 10 nidi a stagione. L’occupazione ormai quasi totale del litorale rappresenta il primo nemico del Fratino perché determina la diffusione della pulizia meccanica delle spiagge che comporta aratura e livellamento innaturale delle stesse, con conseguente distruzione dei nidi o allontanamento delle coppie nella fase del corteggiamento. Le ragioni della distruzione di nidi e uova è infatti imputabile, per il 54% dei nidi nel 2018 e per 33% nel 2019, a cause antropiche: disturbo, danni non volontari e vandalismo. Problemi derivano anche dagli animali da affezione, cani e gatti, e dalla predazione naturale.

“Dobbiamo ricordare che il Fratino nidifica nel periodo dalla tarda primavera all’inizio dell’estate, ha spiegato Donato De Carolis, comandante della Direzione marittima Abruzzo-Molise “Noi abbiamo fatto rete con le associazioni e l’Amp e il nostro compito, come guardia costiera, è ricevere le segnalazioni o segnalare noi stessi affinché i volontari Wwf possano porre in essere tutte le azioni per la salvaguardia dei nidi”. “Quest’anno per la nidificazione abbiamo avuto un leggero miglioramento, dopo che l’anno scorso avevamo avuto numero di nidi inferiore a 30” ha detto Luciano Di Tizio del Wwf Abruzzo “il Fratino resta ad alto rischio di estinzione, bisogna lavorare molto di più per cercare di salvarlo.

Il pericolo maggiore è dato dalla predazione umana, diretta e indiretta, per esempio una norma prescritta per legge è di andare con i cani in spiaggia, da aprile a luglio, sempre con il guinzaglio. Lasciar liberi i cani significa danneggiare il Fratino”.