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Gabrielli: L’Aquila non è Sodoma né Gomorra, cose negative ci sono e ci saranno non solo qui

L’Aquila.”Io vengo da una città dove all’esito di una devastante inchiesta giudiziaria, fino a qualche settimana fa sono stati scoperti funzionari e imprenditori con buste con dentro qualche migliaia di euro.  Roma, Piazza del Popolo 16-5-08: Festa della poliziaQuesto ci deve dare il senso come queste cose purtroppo ci appartengono e che la guardia non va mai abbassata e che non va abbassata nel piccolo come nel grande”. Lo ha detto all’Aquila, il prefetto di Roma Franco Gabrielli, a margine di un evento organizzato dalla Fondazione della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, commentando le ultime inchieste giudiziarie anticorruzione che hanno colpito il capoluogo della Regione Abruzzo e riferite ai lavori del post sisma. “La sottolineatura che vorrei fare” ha aggiunto “è nei confronti delle tante persone perbene che sono doppiamente vittime. A queste” ha osservato Gabnrielli che è stato anche prefetto a L’Aquila “dobbiamo rivolgere la nostra considerazione, stigmatizzare le cose negative, non sottovalutarle non sottacerle perché sarebbe un grave errore immaginare pur nella pochezza a volte del malaffare che le cose debbano essere assolutamente non tenute nella debita considerazione, però dando spazio anche al bene. Distruggere le tossine, distruggere tutto ciò che è cancerogeno evitando però di danneggiare le tante cellule sane”. “Ma certamente, volete un commissario anche per L’Aquila? Altrimenti il mio amico Cialente potrebbe avere qualche problema insomma”. Così il prefetto di Roma ed ex prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, ironizzando, ha risposto alla domanda dei cronisti che chiedevano se l’utilizzo di prefetti e commissari fosse una sorta di ‘moda’ degli ultimi tempi. Poi rispondendo alle dichiarazioni di Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati che ha parlato di utilizzo di commissari come ‘macchina cerca voti del Pd’, Gabrielli ha risposto: “Ho molto rispetto del presidente Brunetta con il quale ho una dialettica frequentazione, so che lui ama le iperboli. Io non so se ci sono delle macchine al servizio del Pd, io sono un funzionario dello Stato, faccio quello che mi dicono di fare, la mia regola fondamentale è fare tutto quello che il Governo mi dice purché non costituisca reato o non sia manifestamente illegittimo, questa è la mia regola, se ci sono disegni, interpretazioni di altro genere veramente non mi interessa”. La presenza del Prefetto Gabrielli all’Aquila, è in qualità di ospite per il “Premio Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila per la Solidarietà” assegnato all’Associazione per la promozione e la tutela dei diritti nell’handicap del capoluogo. “Io candidarmi a sindaco di Roma? Negativo”. Così il prefetto ha risposto a chi tra i cronisti gli ha chiesto se fosse intenzionato a candidarsi a sindaco della Capitale. “Basta con la demonizzazione della politica. Questo Paese si sta rendendo conto che ha bisogno della politica, quella con la P maiuscola, di gente che si spenda nella cosa pubblica”. “Senza voler togliere nulla alla spiritualità del Giubileo, Roma vive un giubileo tutti i giorni, con i suoi problemi legati al traffico, alla viabilità, ai temi del decoro, ai vari abusivismi. Poi il Giubileo lo affronteremo, nel migliore dei modi”. “Sono preoccupato? Sì” ha aggiunto Gabrielli parlando dell’evento spirituale “ma non nel senso di essere allarmato, nel senso che ce ne stiamo occupando prima rispetto alla complessità dei problemi che attanagliano Roma”.  “L’Aquila non è Sodoma né Gomorra: le cose negative ci sono e ci saranno, ma per la verità non ci sono solo qui” parlando della recente inchiesta giudiziaria della Procura della Repubblica del capoluogo d’Abruzzo che ha portato tra gli altri all’arresto nell’ambito di appalti post terremoto (ai domiciliari) dell’ex vice sindaco del Comune e assessore alle politiche urbanistiche, Roberto Riga. “Lo spirito è forte la carne è debole” ha aggiunto Gabrielli “ma guardiamo le cose positive, ogni volta che vengo all’Aquila ne trovo di nuove, e questo mi trasmette un sentimento molto positivo. Esiste un problema di legalita’ dove ci sono grandi interessi e grandi quantità di denaro” ha aggiunto”. “Ricordo quando fui accusato per aver sottolineato la positività delle cose emiliane rispetto alle cose aquilane, eppure vicende di malaffare sono avvenute anche con la ricostruzione dell’Emilia Romagna”. Nell’ambito della stessa inchiesta, con l’accusa di abuso d’ufficio, è indagato anche l’attuale direttore dell’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli, in passato a capo dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione”.