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Gallerie del Gran Sasso, frasi shock di Strada dei Parchi sulla sicurezza: potrebbero cadere stalattiti sul piano viario

L’Aquila. “L’adeguamento impiantistico sarà possibile solo dopo un adeguato rinforzo strutturale di talune gallerie, le cui strutture in calcestruzzo presentano diffusi e importanti ammaloramenti dovuti alla mancanza, fin dalla loro costruzione, dell’impermeabilizzazione a tergo della calotta e dei piedritti. L’assenza dell’impermeabilizzazione, oltre a creare danni strutturali, genera situazioni di rischio per la circolazione stradale, dovuti alla formazione, durante il periodo invernale, di vere e proprie stalattiti di ghiaccio che devono essere rimosse prima che il loro peso le faccia collassare e cadere sul piano viario”. E’ quanto scriveva nel 2016 Strada dei Parchi in un relazione consegnata al parlamento, citata nell’esposto che Forum H2o e Il Martello del Fucino hanno presentato a 45 enti e otto procure lo scorso 7 novembre 2019, e che riguarda le gallerie delle autostrade A24/A25 e in particolare quella del Gran Sasso.

“Sotto il profilo strutturale tutte le gallerie presentano criticità dei rivestimenti, in particolar modo esibiscono fenomeni di ammaloramento e carbonatazione della parte esterna del rivestimento, imputabili a infiltrazioni di acqua, tali da richiedere interventi di impermeabilizzazione e ripristino di parte del rivestimento, per uno spessore variabile fino a 50 cm” si legge ancora.

“Il rivestimento di entrambi i fornici della galleria Gran Sasso sono fortemente degradati e i recenti episodi di incendio in galleria ne hanno evidenziato le criticità: ricordiamo che il collasso di un solo tratto di rivestimento comporta l’isolamento reciproco fra le province di Teramo e l’Aquila oltre alla difficoltà di evacuazione del personale del laboratorio sotterraneo dell’Infn (centinaia di persone dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)” ha affermato Strada dei Parchi. Nei documenti si legge inoltre che “negli anni la faglia attraversata a circa 1.400 ml dall’imbocco lato Teramo ha dato segni di riattivazione con episodi di sollevamento progressivo dell’arco rovescio che era oggetto di monitoraggio anche prima del recente terremoto di Amatrice: il piano verrà implementato per calibrare l’intervento di ricostruzione di un arco rovescio sicuramente armato (a differenza di quello attuale) con possibile blindatura del rivestimento a cavallo della faglia sui due fornici”.

Nell’esposto delle associazioni ambientaliste è anche citata questa dichiarazione di Carlo Toto, imprenditore di Strada dei Parchi: “Guardi che quest’autostrada se ne cade a pezzi, col terremoto i ponti sono tutti infragiliti come fuscelli al vento, il cemento è farina, il ferro è ruggine. Lo sa il governo, lo sa il ministro Delrio”. La dichiarazione, rilasciata in un’intervista ad Antonello Caporale, risale al 25 gennaio 2018.