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Garanzia giovani, la Regione ignora la circolare del ministero. Le accuse di Bracco

L’Aquila. La Regione Abruzzo continua l’assegnazione dei tirocini formativi negli enti pubblici previsti da Garanzia Giovani, nonostante il blocco imposto dalla circolare del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che ha stabilito l’esclusione degli enti della pubblica amministrazione dalla lista dei soggetti ammessi a ospitare gli stage dei giovani abruzzesi. “Secondo l’assessorato al Lavoro, i percorsi di formazione e occupazione rimasti in bilico per oltre un mese sarebbero salvi grazie a una nota bis inviata lo scorso 30bracco M5S aprile dal ministero di cui tuttavia non esiste alcuna traccia”, denuncia il consigliere regionale del Gruppo misto Leandro Bracco che nutre forti dubbi sulla veridicità del dietrofront del ministero. La prima circolare, che secondo Bracco non è mai stata diffusa agli enti dalla Regione, ha creato molta confusione nell’assegnazione dei tirocini. Nella nota rimasta nel cassetti della Regione il ministero specifica che ”gli enti pubblici locali nazionali e transnazionali vadano esclusi dal novero dei soggetti ammessi ad ospitare tirocini, sulla base dell’art 97 della Costituzione che prevede l’accesso agli impieghi della p.a. solo mediante concorso”. I percorsi di formazione e occupazione per i giovani tra i 16 e i 30 anni sono previsti in aziende private e in enti pubblici che ne abbiano fatto espressa richiesta, con un compenso di circa 600 euro al mese per 20 ore settimanali. Nonostante la mancata comunicazione del blocco agli enti, i centri per l’impiego e le agenzie interinali abruzzesi a conoscenza della circolare ministeriale hanno sospeso in quest’ultimo mese l’assegnazione degli stage agli enti pubblici, lasciando a bocca asciutta tutti quei giovani che speravano di poter iniziare con i percorsi formativi. “Nessuna speranza neppure per tutti quei ragazzi che hanno iniziato i tirocini nella pubblica amministrazione prima del blocco ministeriale” aggiunge “La circolare infatti specifica che non sarà possibile un inserimento nel mondo del lavoro, una volta concluso con successo il tirocinio, perché è necessario un concorso pubblico”. “Credo che la nota bis sia stata creata ad hoc dalla Regione che se la canta e se la suona in barba a qualsiasi provvedimento, trattando la comunicazione da Roma come carta straccia” prosegue il consigliere “In questo modo si illudono tanti giovani che sono in attesa dei tirocini, ma anche quelli che li già stanno compiendo che sperano in un impiego futuro che non arriverà mai”. “Non si può andare contro un principio costituzionale e il ministero è stato chiarissimo su questo punto” conclude “La Regione, dal canto suo, ha specificato che quanto comunicato in precedenza dal ministero doveva intendersi come raccomandazione e non come divieto”.