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Giallo di San Benedetto, coppietta appartata vide un’Audi grigia andare verso il Fiume Giovenco

San Benedetto. Un testimone anonimo sul caso della morte di Collinzio D’Orazio, che sapeva già prima del ritrovamento del corpo dove gli inquirenti avrebbero dovuto concentrare le loro ricerche. Si tratta di un giovane del posto che in una lettera anonima inviata agli inquirenti sostiene di aver visto proprio quella notte, mentre era appartato con la sua ragazza, un’Audi grigia vecchio modello andare verso il fiume Giovenco.

E sarebbe stata proprio la  lettera anonima a portare gli inquirenti  su luogo dove stato trovato  il 51enne di San Benedetto scomparso il primo febbraio e ritrovato senza vita nel fiume 23 giorni dopo. Restano tanti dubbi su cosa abbia fatto quella notte la vittima. La procura di Avezzano, con il sostituto procuratore Lara Seccacini, indaga per omicidio e due giovani del posto sono invece  accusati di  abbandono di incapace. Si tratta di Mirko Caniglia, 27 anni, e Fabio Mostacci, 28, che per ultimi hanno visto quella notte D’Orazio accompagnandolo a casa per poi lasciarlo in una strada secondaria del paese.

Non è ancora chiaro cosa abbia fatto quella sera dalle 22 fino all’una, quando c’è stato l’incontro in piazza con i due giovani che l’hanno accompagnato a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. Infatti non voleva scendere dall’auto sotto casa. Dopo essere stato lasciato solo, cosa ha fatto? Ha camminato ubriaco e ci si è buttato dentro il fiume? Ora però spunta questa seconda macchina, un’Audi A3 grigia vecchio modello. Nella lettera anonima, di cui si è parlato anche nella trasmissione televisiva della Rai “Chi l’ha visto?”, si sostiene che l’auto proveniva da San Cipriano, percorrendo la strada che porta al fiume Giovenco. Una lettera che porta anche gli stessi inquirenti al fiume Giovenco, dove i sommozzatori hanno ritrovato il corpo del 51enne. Quello che stupisce è il fatto che il testimone anonimo sapesse con precisione dove poteva essere il Corpo della vittima, tanto che le ricerche, dopo la l’arrivo della lettera, sono state concentrate proprio lì, verso il fiume, e proprio lì era il corpo di Collinzio D’Orazio.