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Giallo di San Benedetto, ferite sul corpo della vittima compatibili con un investimento. Nuovi accertamenti tecnici

San Benedetto. Si cerca di ricostruire in modo scientifico la vicenda di San  Benedetto e le cause che hanno portato alla morte di Collinzio D’Orazio, il cinquantunenne di San Benedetto Dei Marsi trovato  sabato scorso senza vita in un canale del fiume Giovenco, dopo giorni di ricerche. Il corpo del 51enne presenterebbe delle ferite che potrebbero essere  compatibili con un investimento. Sarà l’autopsia a fare luce su questo punto e a trasformare i dubbi in certezze. 

Sul caso sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario Mirko Caniglia (27) e Fabio Mostacci (28), i due giovani del posto che per ultimi hanno visto la vittima riferendo di avergli dato un passaggio a casa. La macchina è stata ritrovata danneggiata durante un controllo a seguito di sequestro da parte dei carabinieri.

L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Lara Seccacini e svolta dai carabinieri. I due giovani, difesi dagli avvocato Franco Colucci, Antonio Milo e Mario Flammini, sono accusati anche di abbandono di persona incapace con la conseguenza della morte. Le difese hanno dato mandato a un consulente di parte, un anatomopatologo  dell’Aquila che parteciperà all’esame autoptico prevista per oggi e che sarà eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio. Solo a quel punto le diverse ipotesi potranno prendere forma oppure essere smentite. Saranno eseguiti anche degli accertamenti tecnici sui cellulari dei due indagati.