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Giallo Giulia Di Sabatino, nuovi particolari emersi dalla relazione del Ris di Roma. Tre gli indagati

Tortoreto. I risultati degli esami condotti dal Ris di Roma sul corpo e sugli indumenti della bella e giovane Giulia Di Sabatino aprono nuovi scenari nell’inchiesta della sua morte. Gli investigatori hanno effettuato delle analisi sulle suole delle scarpe della giovane, in comparazione con i rilievi svolti sul parapetto del cavalcavia. E’ emerso che del terriccio e della ruggine non vi è nessuna traccia. In particolare, invece, (come riporta rete 8) è stata rilevata una sostanza chimica usata nei deodoranti. Quindi Giulia, stando ai risultati, non si sarebbe arrampicata sul parapetto con le proprie gambe per poi per buttarsi di sotto, ma potrebbe essere stata lanciata giù magari già cadavere o in uno stato di semi incoscienza.

Il cadavere di Giulia, straziato dalle auto, fu trovato il 1 settembre del 2015 sotto un cavalcavia lungo la A/14 nello stesso giorno in cui la giovane avrebbe compiuto 19 anni. Un suicidio al quale la famiglia di Giulia non ha mai creduto, tanto da rivolgere più volte accorati appelli da giornali e televisioni. Inizialmente la Procura, come atto dovuto a fronte di tutta una serie di accertamenti, iscrisse due persone nel registro degli indagati:il 41enne che quella notte diede a Giulia un passaggio con lo scooter e il 25enne che, alla guida di una Panda Rossa, la accompagnò sul cavalcavia dopo aver avuto un rapporto sessuale con lei. A questi si aggiunse poi anche una terza persona: l’uomo già indagato per pedopornografia dalla Procura distrettuale dell’Aquila dopo che la Procura di Teramo, sempre nell’ambito degli accertamenti sulla morte di Giulia, aveva rinvenuto delle foto osè sul cellulare della ragazza.