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Gli eletti e i grandi esclusi nella formazione del nuovo consiglio regionale, promossi e bocciati

palazzoemicicloaquila1L’Aquila. A notte fonda erano ancora ufficiosi i dati relativi alle elezioni regionali. Per tutto il giorno le operazioni sono andate molto a rilento e i risultati, che dovevano essere elaborati dall’ufficio elettorale della regione, sono arrivati col contagocce nel cervellone multimediale e nella sala stampa allestita a Palazzo Silone. Una giornata molto difficile che ancora non consente di configurare gli scenari sulla composizione del prossimo consiglio regionale. 19 saranno i consiglieri di maggioranza, 8 per il Partito democratico, 3 di Regione facile, 2 per Abruzzo Civico 1 per Italia dei valori, Sinistra ecologia libertà, Centro democratico, Partito socialista italiano, e il nuovo governatore Luciano D’Alfonso. Dei 12 della minoranza, 4 saranno del Movimento 5 stelle, 4 di Forza Italia, 1 ciascuno per Unione di centro, Abruzzo futuro e Fratelli d’Italia e il governatore emerito Gianni Chiodi. Potrebbero stare in consiglio Donato Di Matteo e Nazario Pagano. Marinella Sclocco non dovrebbe avere difficoltà di sorta come pure Mauro Febbo, Camillo D’Alessandro e Silvio Paolucci e a Teramo Paolo Gatti e Lorenzo Sospiri. Nell’Aquilano Luca Ricciuti ed Emilio Iampieri si battono a colpi di voti per aggiudicarsi l’ingresso al cardiopalma. Due i seggi conquistati dal Pd: Pierpaolo Pietrucci e Giuseppe Di PangrazioLorenzo Berardinetti è il primo degli eletti nella lista Regione Facile di D’Alfonso. Con Abruzzo Civico arriva in consiglio Andrea Gerosolimo. Tra gli esclusi eccellenti ci sono l’ex vice presidente del consiglio regionale Giovanni D’Amico, l’ex assessore allo sviluppo economico Alfredo Castiglione. I marsicani Walter Di Bastiano e Daniela Stati non passano il turno e neanche l’ex assessore ai trasporti Giandonato Morra. (g.r.)