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Gli insegnanti abruzzesi contro i trasferimenti della legge sulla Buona scuola manifestano a Roma

Pescara. Sono circa 400, in Abruzzo, gli insegnanti costretti, per effetto della legge 107 sulla ‘Buona scuola’, a spostarsi su tutto il territorio nazionale. Fanno parte del coordinamento dei ‘Nastrini liberi uniti’ che si è costituito anche a livello regionale. Oggi una delegazione di una cinquantina di persone prenderà parte al presidio promosso in piazza Montecitorio, per “affermare che è necessario un cambio di rotta”. “L’età media dei docenti abruzzesi è 45 anni. I casi più eclatanti – sottolinea Francesca Carusi, portavoce del coordinamento – riguardano madri di famiglia, con figli piccoli, costrette ad andare lontanissimo.

Una delle sedi più lontane assegnate a un docente abruzzese è Venezia. Ci sono perfino casi di coniugi, entrambi insegnanti, assegnati a scuole di regioni diverse e che ora, considerata anche la presenza dei figli, non sanno come gestire al meglio la situazione. Ci sono poi i problemi di tutte quelle insegnanti in età più avanzata. Non mancano casi di persone andate in depressione”. “Sulla questione si sta muovendo anche l’assessore regionale Marinella Sclocco – aggiunge – Saremo in piazza Montecitorio perché è la politica a doversi fare carico della questione, che ha un impatto sociale notevole. Un problema che interessa non solo gli insegnanti del Mezzogiorno e la scuola, ma tutto il Paese. Non si svuota il Sud”, dice Carusi riprendendo lo slogan dell’iniziativa. Sostiene il coordinamento anche la Cgil-Flc regionale: “Una battaglia – afferma il segretario, Cinzia Angrilli – che noi condividiamo e sosteniamo perché è assolutamente giusta. Questo è uno dei grandi difetti dell’applicazione della legge 107”.