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Gli invisibili di Collemaggio: nuove inquietanti foto dall’ex ospedale psichiatrico (gallery)

Nuovi inquietanti scatti escono dalle mura dell'ex manicomio dell'Aquila

L’Aquila. Le sconvolgenti lastre fotografiche ritrovate nell’ex ospedale psichiatrico, divenute celebri con il nome “gli invisibili di Collemaggio”, fecero il giro del mondo. Ne parlammo abbondantemente (clicca qui per leggere) e all’epoca spuntò fuori più di un problema, non solo etico, per la loro divulgazione. Le foto vennero scattate negli anni in cui il direttore dell’ex manicomio provinciale era il professor Francesco Del Greco, seguace delle teorie del Lombroso, secondo le quali era possibile identificare il comportamento criminale di un uomo attraverso alcune caratteristiche anatomiche.

Oggi però, grazie a “180 Amici L’Aquila”, un’associazione nata per la tutela della salute mentale, possiamo vedere altri sconvolgenti scatti fatti a ridosso degli anni 70/80 nell’ex ospedale psichiatrico della provincia dell’Aquila. Le foto, esposte in una mostra intitolata “se questo è un uomo”, raccontano la disperazione e la tragicità dell’uomo quando viene privato della propria identità e dignità. Negli scatti è possibile vedere le condizioni drammatiche all’interno dell’ospedale psichiatrico, con ambienti più simili a carceri che non a una struttura sanitaria. Pazienti che dormivano sui pavimenti, servizi sanitari fatiscenti e infrastrutture ai limiti della decenza. In altre foto è possibile vedere gli internati di Collemaggio, che vagavano nudi e senza meta nel cortile dell’ex ospedale psichiatrico, come il portamento schivo e rassegnato tipico degli “animali” costretti a vivere in cattività. In una foto, forse la più sconvolgente, si vede un ragazzo affetto dalla sindrome di down, in giardino dietro le sbarre delle finestre, completamente nudo. Queste foto apriranno nuovi dibattiti su come venivano trattati i pazienti all’interno dell’ex manicomio psichiatrico dell’Aquila nel secolo scorso, con la speranza che quantomeno servano da memoria storica, affinché non vengano ripetuti errori e crimini tanto terribili, come quelli commessi “in tempo di pace”.
Per le foto si ringrazia l’Associazione 180amici-l’Aquila, nella persona del presidente Alessandro Sirolli, psicologo e già direttore del centro diurno psichiatrico del dipartimento di salute mentale dell’Aquila. Francesco Proia (giornalista e autore del romanzo “Il nido della follia”)