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Gli psicologi d’Abruzzo incontrano i candidati alla regione: primo confronto con D’Alfonso

L’Aquila.  Si è svolto nel giorno della Festa dei lavoratori il primo degli incontri richiesti e ottenuti dall’Ordine degli Psicologi d’Abruzzo con i candidati alla presidenza della Regione, per affrontare alcune importanti tematiche riguardanti la Psicologia in Abruzzo. All’appello degli psicologi ha risposto per primo il Candidato Luciano D’Alfonso e all’incontro hanno partecipato il Dott. Tancredi Di Iullo, Presidente dell’Ordine degli Psicologi d’Abruzzo, i Consiglieri e i candidati psicologi alle elezioni  regionali Marinella Sclocco (PD), Susanna Loriga (IDV). Il Presidente Di Iullo ha brevemente illustrato l’attuale situazione della professione in Abruzzo, dove al 31 dicembre 2013 si contavano ben 2.156 iscritti. «Un numero impressionante – ha commentato il Dott. Di Iullo -, se si pensa che nel 2001 erano appena 532. Su questo dato, poi, non possiamo dimenticare che incide la presenza di due Facoltà di Psicologia all’interno delle  Università abruzzesi di Chieti-Pescara e di L’Aquila». Muovendo da questi dati, il Consiglio e il Presidente Di Iullo hanno invitato Luciano D’Alfonso ad un confronto sulla realizzazione dell’integrazione sociosanitaria nei contesti in cui sono erogati i servizi di prevenzione, cura e riabilitazione alla persona, e dove lo psicologo, al pari delle altre professioni sanitarie, contribuisce alla costruzione della salute pubblica, sia in ambito pubblico che privato. psicologi-d'alfonsoLe proposte degli psicologi abruzzesi sono state ascoltate da Luciano D’Alfonso, il quale si è detto convinto della indispensabilità, nella vita odierna, della funzione svolta da psicologi professionisti. «All’università  – ha ricordato il candidato Presidente – ho sostenuto un esame di psicologia con un grandissimo psicanalista, Umberto Silva, il quale nella prima giornata ci presentò la figura di Charlie Chaplin; Silva diceva che la società contemporanea indurrà ogni cittadino a perdere l’equilibrio, come simbolicamente perde l’equilibrio Chaplin. Un problema della vostra professione è però rappresentato dai tanti imbroglioni in circolazione: voi dovete organizzare delle barriere affinché ci sia una distinzione tra chi è psicologo e chi lo fa. A tal riguardo, la legislazione specifica di tutela deve essere la più rigorosa possibile e l’elemento di tutela principale, secondo me, è la formazione».