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Consorzio Vini d’ABruzzo 2

Grazie col cuore, l’Abruzzo premia i suoi eroi per il lavoro degli operatori sanitari nell’emergenza Covid

L’Aquila. Oggetti a forma di cuore, con qualsiasi materiale e forma, da donare agli operatori sanitari come riconoscimento dello straordinario lavoro compiuto durante l’emergenza Covid. Si riassume così l’iniziativa, a cui in Italia hanno aderito finora circa 11mila persone, intrapresa dall’associazione culturale non profit ‘Io creo’, presieduta da Antonella De Tommasi. Un’iniziativa denominata “Grazie col cuore”. Ieri mattina, come avvenuto in altre regioni, all’ospedale dell’Aquila si è svolta la cerimonia di consegna degli oggetti-simbolo agli operatori sanitari. Erano presenti, tra gli altri, il manager della Asl, Roberto Testa, il direttore sanitario di presidio, Giovanna Micolucci, e la referente del progetto per la provincia dell’Aquila Stefania Zuccaro. Hanno partecipato responsabili e personale dei reparti direttamente impegnati nell’emergenza Covid: pronto soccorso, 118, pronto soccorso pediatrico, malattie infettive, pneumologia, terapia intensiva, medicina e riabilitazione covid (per i settori dedicati).

I manufatti a forma di cuore, donati ai responsabili e coordinatori infermieristici dei reparti Covid del San Salvatore, saranno successivamente consegnati agli operatori sanitari dell’intero ospedale e a servizi e strutture che lavorano a supporto dell’emergenza, tra cui Ufficio Tecnico, Servizio prevenzione e Protezione, Medico competente, ditte che si occupano di pulizia e sanificazione ambientale.

“E’ il caso di dire”, spiega il manager Testa, “che è un’iniziativa che tocca il cuore di tutti noi impegnati, con ruoli diversi ma con la medesima finalità, ad assistere i malati e a contenere la diffusione del virus. E’ un riconoscimento che infonde fiducia e coraggio in chi è sul campo tutti i giorni a fronteggiare l’emergenza. Nel momento in cui c’è una recrudescenza dei contagi è più che mai necessario attenersi alle regole di comportamento ed evitare situazioni a rischio. E’ un dovere verso se stessi, gli altri e nei confronti degli stessi operatori sanitari che si prodigano a beneficio dei pazienti”.