The news is by your side.

Operai abruzzesi di ritorno dall’Emilia-Romagna messi in quarantena domiciliare, i sindaci: “niente allarmi”

Capistrello. Tornano dall’Emilia Romagna dove erano al lavoro con la propria ditta ma arrivati nella Marsica, dopo qualche giorno, scatta la quarantena domiciliare.  E’ accaduto a un gruppo di operai, sei marsicani, uno di Castellafiume, due di Capistrello e di altri comuni della Valle Roveto. Il loro rincasare ha suscitato perplessità tra la popolazione dei piccoli comuni e quindi i primi cittadini hanno avviato la prassi prevista dalla circolare del presidente del consiglio secondo cui le persone che rientrano da quelle zone devono essere sottoposte a verifiche da parte della Asl.  Ciò è stato e sono stati rimandati a casa in una stanza a loro dedicata per 14 giorni in modo precauzionale.

Sembra però, secondo i residenti dei comuni interessati,  che alcuni operai abbiano già avuto contatti diffusi prima dell’applicazione della quarantena. In realtà sono numerosi i casi segnalati  di persone tornate dal Nord che hanno ripreso la loro vita di tutti i giorni.  E non tutti, anzi una piccola parte, finisce in quarantena volontaria o obbligatoria.

Sulla questione sono intervenuti i primi cittadini per fare chiarezza sulle regole e per rassicurare la popolazione.
Il sindaco di Castellafiume, Giuseppina Perozzi, scrive ai cittadini:

“Cari amici, poiché non vorrei creare allarmismi e si diffondono voci e sentito dire nel paese vorrei dire semplicemente cosa sta succedendo.
Avendo saputo solo ieri notte che c’era un caso di presunta quarantena ho provveduto, come previsto dalle disposizioni governative, nel modo seguente:
-ho avvisato il dottor Brunelli e seguito il protocollo da lui indicato;
-ho chiamato il 118 per segnalare il caso;
– sono stata contattata dal Servizio sanitario che hanno assicurato di aver preso in carico il caso insieme ad altri. Compito del Servizio sanitario è di monitorare la quarantena obbligatoria e di adottare tutte le analisi previste.
Abbiamo provveduto a dare ulteriori istruzioni agli esercizi pubblici e a raccomandare di non creare situazioni di affollamento a puro scopo precauzionale.  Siamo in contatto con gli altri Sindaci.  Vi prego di comunicare ogni informazione utile: non significa “fare la spia” ma collaborare al bene della comunità. Ovviamente ci auguriamo che tutto vada per il meglio, in particolare per la persona che è nel nostro cuore: la quarantena è pesante.
Ricordo che coloro che sono pendolari e lavorano nelle regioni colpite devono avvisare il Comune delle loro condizioni”.

Il sindaco di Capistrello, Franco Cicotti, sulla vicenda tiene a precisare con un avviso rivolto alla popolazione:

1. Chiunque, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente il 4 marzo 2020, abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, o sia transitato e abbia sostato nei comuni di cui all’ allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° Marzo 2020, deve comunicare tale circostanza al dipartimento di prevenzione dell’azienda di sanità pubblica competente per territorio nonché al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta.
2. L’operatore di sanità pubblica e i servizi di sanità pubblica territorialmente competenti provvedono, sulla base delle comunicazioni ricevute, alla prescrizione della permanenza domiciliare, secondo le modalità di seguito indicate:
a) Contattano telefonicamente e assumono informazioni, il più possibile dettagliate e documentate, sulle zone di soggiorno e sul percorso del viaggio effettuato nei quattordici giorni precedenti, ai fini di una adeguata valutazione del rischio di esposizione;
b) Accertata la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria d’isolamento fiduciario, informano dettagliatamente l’interessato sulle misure da adottare, illustrandone le modalità e le finalità al fine di assicurare la massima adesione;
c) Accertata la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, l’operatore di sanità pubblica informa inoltre il medico generale o il pediatra di libera scelta da cui il soggetto è assistito anche ai fini dell’eventuale certificazione ai fini Inps.