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Hallo! I’m Jacket!, a Sulmona in scena il gioco del nulla, ecco i dettagli

L’Aquila. Per la Rassegna di Teatro Emergente inserita in abbonamento, venerdì 6 marzo alle 21 al
Teatro Maria Caniglia di Sulmona sarà in scena Hallo! I’m Jacket! Il gioco del nulla, uno spettacolo
fortemente ironico, inserito nella Selezione Visionari Kilowatt Festival 2017, con Federico Dimitri e
Francesco Manenti prodotto da Compagnia Dimitri/Canessa e Associazione Sosta Palmizi.

Immersi fino al collo in una realtà che sembra dare sempre più credito a ciò che semplicemente è
di tendenza, ci si beffa di questo nostro mondo contemporaneo, costantemente assillato dall’idea di essere produttivo, seduttivo, interessante, alternativo, figo, indipendentemente da quali siano i contenuti e i saperi. L’amarezza lascia però spazio totale alla buffoneria, alla presa in giro, all’ironia surreale. In questo mondo così caricaturizzato, qual è il rapporto dell’artista con la creazione? In Hallo! I’m jacket! tutto viene estremizzato: la performance artistica è metaforicamente tradotta con la prestazione sportiva. Il performer, un atleta che, sul palco, sventola con convinzione la bandiera bianca della mancanza totale di contenuti. Sul volto, lo smagliante sorriso dell’idiozia. Il teatro, è paradossalmente trasformato nello stadio che accoglie all’attesissimo campionato mondiale della performance. I due performer, i due buffoni, i due clown di questo spettacolo lottano, gareggiano, danzano, sudano… per nulla! Solo per piacere, per far divertire. La ridicola caricatura di un mondo zoppo, ma che corre trafelato verso il successo, un successo qualsiasi. Un mondo paradossalmente svuotato di senso e di contenuto, di amore e di poesia.

“Lo spettacolo rappresenta una critica del sistema-teatro e, più in generale, del mondo contemporaneo, culturale e non, e in questo senso è fortissimo il rimando alla televisione, ad
esempio nel ritmo con cui è frammentato lo spettacolo, in tanti micro-sketch. Centrale è la figura di Jacket, che un po’ è una sorta di Grande Fratello orwelliano che però è anche una parte di ognuno
di noi, tanto che alla fine dello spettacolo è proprio uno degli attori a rivelarsi nel ruolo di Jacket. In
realtà, tutto lo spettacolo è fatto per arrivare proprio lì, a quel momento in cui si svela la miseria di
ognuno di noi. Per paradosso, però, questo rappresenta anche l’unico momento autenticamente
poetico dello spettacolo. Ed è da lì, da questo ritorno alla poesia, che ripartiremo nella nostra
prossima produzione”, queste le parole di Federico Dimitri ed Elisa Canessa.