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I 200 dipendenti del gruppo Blutec scrivono a Marsilio: preoccupati per il futuro produttivo dell’azienda

Pescara. I circa 200 dipendenti di Ingegneria Italia (gruppo Blutec) che lavorano nello stabilimento in Val di Sangro hanno inviato una lettera al Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nella quale chiedono un incontro e “un impegno concreto in un momento tanto incerto”. “Siamo molto preoccupati per il futuro produttivo dello stabilimento”, spiegano nella missiva, “che è salito diverse volte alla ribalta delle cronache per aver causato blocchi della produzione in Sevel, e altre aziende della Val di Sangro, in seguito a nostre giuste rivendicazioni portate avanti , insieme ai nostri colleghi, con scioperi ad oltranza durati diversi giorni”.

“Premettiamo che sono diversi anni che viviamo una condizione di lavoro particolare”, precisano, “stipendi pagati con ritardo e spesso solo dopo scioperi o minacce di scioperi, ticket mensa pagati anche con mesi di ritardo, quote tfr non versate ai fondi pensione, o all’Inps, da oltre due anni, sanità integrativa aziendale bloccata da mesi per mancati versamenti dell’azienda e  condizioni di sicurezza sul lavoro molto discutibili con rischi per l’integrità fisica di tutti i lavoratori”.

“Nei giorni scorsi è accaduto ciò che abbiamo sempre temuto”, proseguono nella lettera, “ovvero che le vicende della Blutec di Termini Imerese potessero travolgere anche il nostro sito produttivo, che non vive la stessa situazione in quanto abbiamo lavoro e commesse notevolissime, e che la trattativa di cessione ad MA srl potesse venir meno a causa delle vicende giudiziarie. Tra noi c’è smarrimento e nessuno ci rassicura su quali saranno le situazioni che potrebbero venirsi a creare con la gestione del Commissario Giudiziario”.

“Il timore più grande è che Sevel possa cedere le commesse ad un altro fornitore abbandonandoci al nostro destino”, spiegano nella lettera, “e quindi sarebbe certa la mancata cessione ad MA srl. Vorremmo che tutte le parti facessero tutto ciò che è in loro potere per tutelare più di 200 lavoratori che non meritano una sorte lavorativa così triste. Ci sentiamo vittime di una situazione paradossale che non abbiamo contribuito in alcun modo a creare”.

“Lo stesso impegno”, concludono, “lo chiediamo a tutte le Istituzioni, al Mise è stata inoltrata una richiesta di riconvocazione del tavolo di crisi tenutosi a gennaio da parte dei sindacati, e a tutte le parti che hanno un ruolo nel nostro sito produttivo ed in primis a Sevel Fca che deve rassicurarci sulle commesse future”.