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I due neo manager delle Asl si presentano, Schael: dicono che sono uomo del fare. Testa: farò studio di prevalenza

I neo dg della Asl di Chieti e l'Aquila hanno firmato oggi il contratto di quattro anni

L’Aquila. I due nuovi manager delle Asl provinciali, dell’Aquila, il 59enne romano Roberto Testa, e di Chieti, il 57enne di origini tedesche Thomas Schael, hanno firmato nel pomeriggio il nuovo contratto di quattro anni con una valutazione sui risultati a due anni. Schael, che si è dimesso dopo tre anni e mezzo dall’incarico di dg della Asl di Bolzano per dissidi con la parte politica, sarà al lavoro già da domani, Testa che invece deve dare il preavviso alla Asl Roma 2, prenderà servizio nei prossimi giorni. Prima di legarsi alla Regione Abruzzo si erano presentati nella conferenza stampa che si è svolta all’Aquila dopo la ratifica delle due nomine da parte della Giunta regionale.

”Dicono di me che sono un uomo del fare, non sono mai passato inosservato dove ho operato. Nella ultima Asl che ho diretto, ho trovato 34 milioni di debito, ed ho ottenuto come risultato tre esercizi consecutivi con un utile di 20 milioni”, ha spiegato Schael, “la Asl che ho ereditato è nata come tante altre dalla fusione di più aziende. Questo impone ai direttori generali un approccio diverso, di ascolto dei territori, che hanno esigenze diverse e particolari, e anche la capacità di creare sinergie con le Asl confinanti, nel caso di Chieti, in primis quella di Pescara, e con altre regioni confinanti, come il Molise. Incontrerò a breve i sindaci del territorio e l’Università”. A proposito con il sempre difficile rapporto con la politica, Schael ha messo subito le mani avanti. “Sono un dirigente pubblico che deve applicare le norme”, ha precisato, “se non sono convinto di determinati atti, non li firmo, e se la parte politica vuole procedere comunque, per me non c’è nessun problema, scelga qualcun’altro”.

“Il mio compito sarà di realizzare gli obiettivi di mandato, la prima cosa che farò sarà quella di incontrare la squadra, conoscere uno per uno i dirigenti dell’azienda, farò quello che si chiama ‘studio di prevalenza’, una fotografia della situazione”, ha affermato Testa, “c’è una valutazione semantica da fare sulle parole: una cosa è razionare, che è sinonimo di ridurre, tagliare, altra cosa è razionalizzare, che è sinonimo in questo caso di appropiatezza, del fare le cose nel miglior modo e nel miglior posto possibile. Faccio un esempio: la cura della cataratta e tunnel carpale si faceva una volta in regime di degenza ospedaliera, ora si fa in ambulatorio, questo significa razionalizzare”, ha concluso, “ovvero spendere di meno, offendo lo stesso servizio, ottenendo lo stesso risultato”.