The news is by your side.

I giornalisti Sansonetti e Aliprandi a processo ad Avezzano per diffamazione, denunciati dal procuratore generale Scarpinato

Articoli su inchiesta “Mafia e appalti”, indagine di cui fu titolare Borsellino

Avezzano. Piero Sansonetti che ha diretto il quotidiano il Dubbio fino a inizio aprile, e Damiano Aliprandi, che continua a esserne una colonna, sono sotto procedimento penale  davanti al tribunale di Avezzano per una querela presentata dal procuratore generale Roberto Scarpinato e dall’ex aggiunto della procura di Palermo Guido Lo Forte. I due magistrati ritengono diffamatori alcuni articoli sull’inchiesta “Mafia e appalti”, firmati appunto da Sansonetti e Alipandi sul giornale “il Dubbio”. Di quell’indagine, Paolo Borsellino non fu titolare fino alla fine dei suoi giorni.

Sarà un gup di Avezzano a dover decidere, nell’udienza di martedì prossimo, se per quegli scritti i due giornalisti dovranno essere processati per diffamazione. Un procedimento difficile, per i nostri colleghi ma anche per la magistratura dell’ufficio abruzzese, competente perché è in un comune di quel circondario, Carsoli, che fino a pochi mesi fa veniva stampato il Dubbio (ora le tipografie si trovano in provincia di Roma e a Milano).

Le difficoltà, secondo quanto riportato dallo stesso quotidiano il Dubbio, sono legate anche all’astensione a cui, a inizio marzo, si è vista costretta Maria Proia, gup inizialmente titolare del fascicolo. La magistrata ha rinunciato per le sue precedenti funzioni presso la Procura di Palermo nella sezione coordinata a suo tempo proprio da Lo Forte. Nell’atto con cui ha comunicato di doversi astenere, la giudice Proia ha voluto ricordare di aver «sempre intrattenuto ottimi rapporti» con il collega, del quale, ha aggiunto, «conserva profonda stima».

Altro passaggio che ha finora segnato l’iter è l’istanza con cui il difensore di Scarpinato ha chiesto e ottenuto di anticipare la data dell’udienza preliminare, inizialmente fissata a settembre. Il legale ha sostenuto che le «medesime tesi» da cui i querelanti si ritengono diffamati «sono state ribadite sulla stampa nazionale», e che «la delicatezza dell’incarico ricoperto dal dottor Scarpinato, procuratore generale a Palermo, rende opportuno un pronto accertamento dei fatti». Il professionista cita anche un altro articolo del Dubbio, sempre «a firma di Sansonetti» successivo a quello oggetto di querela.

Certo non capita tutti i giorni che un Tribunale efficiente ma dal piccolo circondario come quello abruzzese si trovi a giudicare una causa relativa a dirigenti di uffici giudiziario di tale peso. Ma al di là dei corollari, adesso si entrerà nel vivo delle questioni contestate, le sole che contino davvero.