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I giovani dell’ Idv L’Aquila su garanzia giovani: una garganzia di truffa ai giovani d’Abruzzo

Riceviamo e pubblichiamo. L’Aquila. “Un’altra occasione persa per i nostri rappresentanti politici, che prima delle elezioni si riempiono la bocca di frasi come: “lo dobbiamo fare per i Giovani”, “serve lavoro per i Giovani”, “assicuriamo un futuro ai nostri Ragazzi” e,  sistematicamente,  dopo essersi assicurati una poltrona, al momento di dover mettere in pratica queste belle parole, esse vengono disattese. Ovviamente a farne le spese non sono loro, ma noi “Giovani”. Sono dell’idea che il Futuro sia oggi, e continuare a rimandare i problemi senza davvero affrontarli è un qualcosa di insopportabile. Ci troviamo in una situazione sempre più precaria e disastrosa (basti vedere le stime di disoccupazione giWCENTER 0PESABHRHZ -ovanile che si aggirano intorno al 40%) e, invece, di rilanciare il lavoro (parola quasi in disuso nella vita quotidiana) grazie a una gran bella cifra mandata dalla Comunità Europea alla nostra Regione di circa 32Milioni di Euro ovviamente (ma non troppo) destinata alla formazione e all’inserimento professionale proprio attraverso Garanzia Giovani, ci ritroviamo con un pugno di mosche in mano e con una speranza che si affievolisce sempre più. A parlarvi dovrebbe essere Vittorio Iovannitti rappresentante regionale dei giovani dell’IDV, ma essendo anch’io uno dei tirocinanti “presi in giro” dal patto di Garanzia Giovani, mi scuserete se non sarò del tutto super partes. Siamo circa un migliaio di ragazzi in Abruzzo ad aver aderito a questa “Garanzia” e non c’è uno soltanto di questi che non si sia indignato, o che non stia in procinto di scendere in piazza a manifestare. Per semplicità esplicativa vi racconterò la mia esperienza (che mi porta ad affermare che questa a tutti gli effetti è una truffa) che può essere benissimo specchio di molte altre. Sono ormai quattro mesi che ho intrapreso questa che doveva essere un’esperienza formativa retribuita (600 euro mensili), e già all’atto della stipula del patto di attivazione (che ricordo essere un vero e proprio contratto che vincola le parti) io mi impegnavo a prestare la mia attività lavorativa e la Regione Abruzzo a corrispondere le indennità a scadenze mensili tramite l’INPS. Terminato il primo mese, dopo aver mandato tutta una sfilza di documenti per ricevere l’indennità (questo tanto per snellire la burocrazia) non ho ricevuto né l’indennità né tanto meno una risposta alle continue email che ho sentito di dover mandare all’indirizzo della regione. Alla fine del secondo mese di lavoro, con mia grande sorpresa, ho ricevuto il pagamento, ma solo della prima mensilità e alla fine del terzo mese nuovamente il nulla seguito da altrettanto silenzio. Dopo aver messo in atto comportamenti che si addicono più ad uno “stalker” oltretutto per un qualcosa di dovuto, sono riuscito a parlare con una responsabile (questa volta non farò nomi) per avere delle spiegazioni in merito, ed è stata proprio questa telefonata che mi ha spinto a mettere in luce questa situazione sgradevole. La responsabile mi ha risposto che non solo mi sarei dovuto “sentire fortunato” di aver ricevuto almeno una mensilità, perchè a detta sua: “la maggior parte dei ragazzi non ha ancora ricevuto nulla”, in più ha aggiunto che non c’è bisogno di “scaldarsi” perchè prima o poi le indennità si riceveranno, e che se sono quattro mesi che telefono e mando email senza risposta è perchè: “riceviamo migliaia di lamentele al giorno e non facciamo in tempo a riaggaciare il telefono che già risquilla”. Qui lascio a voi ogni considerazione. Allora io mi chiedo: Ci sarà forse qualcosa che non stà funzionando? Si domanderà qualcuno in Regione, del perchè di tanto fermento? Avete ricevuto dalla Comunità Europea dei fondi destinati al pagamento delle attivazioni di questo piano?…che fine hanno fatto? E se già ci sono dove li avete “fermati”? Mi fermo qui perchè andrei avanti ad oltranza, ma spero in una presa di coscienza da parte della nostra Regione, ricordando che a volte basterebbe essere più corretti e o un più ligi al proprio dovere per passare dal una mediocre amministrazione ad una di buon livello”.