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Il consiglio dei ministri non impugna la legge finanziaria regionale, la soddisfazione di Chiodi

chiodi 6Pescara. Il consiglio dei Ministri non ha impugnato la legge finanziaria 2014 regionale e neppure la legge di bilancio. Ad annunciarlo il governatore Gianni Chiodi dalla sua pagina facebook nella quale pubblica anche la photogallery dei concitati giorni che hanno portato all’approvazione. E’ una mitragliatrice Chiodi e spara colpo su colpo tutto il caricatore per togliersi la soddisfazione che aspettava dicendo: “cari oppositori, ricordate le vostre polemiche dopo l’approvazione della legge finanziaria e di bilancio? Il bilancio falso? L’ostruzionismo esasperato? I fogli lanciati per aria? Le invettive personali? Le interviste a tutta pagina? Le denunce? Le bugie di Chiodi? Ricordate, vero? Ebbene vi comunico, con viva e vibrante soddisfazione, che avete avuto ancora una volta torto poiché il consiglio dei ministri non ha impugnato la legge finanziaria 2014 e neppure la legge di bilancio”. E conclude: “è tutto Ok”. Proprio così, tutte le carte in regola. E allora ci viene da riflettere su quanto vergognoso fu il duro scontro verbale in aula tra i consiglieri di maggioranza e opposizione, ci tornano alla mente quei fuochi d’artificio che in un brutto giorno della fine dell’anno scorso furono fatti brillare in cielo illuminando una notte che sarà ricordata come la peggiore della vita democratica della nostra regione. In quei giorni lo stesso governatore precisò che: “Si tratta d’interventi di carattere generale e non c’è un solo euro destinato a singole situazioni o cosiddette marchette elettorali” cosa che l’opposizione a gran voce contestava. Il Consiglio regionale approvò a maggioranza con i voti del centrodestra in un clima di grande tensione e in piena bagarre, prima la finanziaria e poi il bilancio. Le opposizioni insorsero lanciando dure accuse e fogli di carta in aula considerando irregolari i circa 2.000 emendamenti ostruzionistici che furono così cancellati spianando la strada ad una votazione fulminea. “È la sconfitta della democrazia, in 20 anni non avevo mai visto una cosa del genere”, tuonò il capogruppo dei Comunisti Italiani Antonio Saia. Il centrosinistra annunciò denunce alla Corte dei Conti, al Governo nazionale e persino alla Procura della Repubblica. Furono contestati duramente il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano e il presidente della Giunta Gianni Chiodi. Le agenzie battevano le notizie su quanto stava accadendo, i politici rilasciavano fiumi di dichiarazioni e i giornali riportavano e amplificavano. Poi più nulla tanto ormai lo sterminio era concluso. Oggi la verità, di segno opposto alle contestazioni, a riportarla? Solo alcuni. Gianluca Rubeo