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Il cuore d’Abruzzo per il Venezuela, al via all’Aquila la raccolta di medicinali per le missioni Don Orione

L’Aquila. “Il cuore d’Abruzzo per il Venezuela. La solidarietà non ha confini” ha come obiettivo quella di raccogliere medicinali – nelle farmacie comunali dell’Aquila e in alcune di Castel di Sangro, Roccaraso, Rivisondoli e Sulmona – a favore dei centri dell’Opera Don Orione presenti nel paese Latino-Americano a Barquisimeto e Caraballeda.

Da sabato fino al 25 aprile nelle farmacie comunali dell’Aquila e in alcune di Castel di Sangro, Rivisondoli, Roccaraso e Sulmona si potranno acquistare medicinali e latte in polvere per sostenere le attività dell’Opera Don Orione in Venezuela. Grazie alla presenza dei volontari nelle farmacie verrà spiegato ai cittadini quali medicinali acquistare.

L’iniziativa è promossa dal Comune dell’Aquila, dall’Azienda Farmaceutica Municipalizzata L’Aquila e dall’Associazione “Roccaraso Futura” in collaborazione con  l’Associazione “Abruzzo Solidale”, con l’Associazione “Veneitalia Abruzzo” e con la “Fondazione Abruzzo Solidale”.

Erano presenti alla conferenza stampa, Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, Alessandra Santangelo, amministratore Unico dell’Azienda Farmaceutica Municipalizzata del Comune dell’Aquila, Alessandro Amicone, presidente dell’associazione “Roccaraso Futura”, Gianfranco DI Giacomantonio, Abruzzo Solidale e Gianluca Scarinicci, ufficio stampa dell’Opera Don Orione.

L’iniziativa ha come obiettivo, dunque, quello di sostenere in particolare i centri Don Orione di Barquisimeto, una grande città della carità orionina con opere emblematiche come quella dell’Honim e il Piccolo Cottolengo che ospitano oltre 100 ragazzi con disabilità, le scuole speciali, la parrocchia che ha un centro caritas molto attivo e Caraballeda, invece, il centro delle attività soldali è la parrocchia “Nostra Signoria della Candelaria”. In questa città è molto forte la presenza degli abruzzesi.

Inoltre, grazie all’iniziativa “Cuore senza confini” è nata una nuova missione dal luglio del 2018 nell’area di Pacaraima, città del Brasile nella diocesi di Roraima, che confina con il Venezuela: la vera porta di accesso terreste per il popolo venezuelano in fuga.

Il progetto orionino, che vede coinvolte le Province religiose dell’America Latina, sotto il coordinamento di quella del Brasile Nord, ha come scopo sostenere pastoralmente ed accogliere i profughi che, in numero crescente, stanno fuggendo dal Venezuela verso il Brasile. Una vera e propria marea umana – uomini, donne e bambini – che ha bisogno di tutto.