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Il M5s attacca Marsilio e la Giunta regionale: inadeguati e litigiosi, ma a rimetterci sono gli abruzzesi

L’Aquila. Il giorno dopo la puntata del format televisivo Report, arrivano le dichiarazioni di Sara Marcozzi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Abruzzo, e Giorgio Fedele, consigliere regionale pentastellato, in merito alle dichiarazioni del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio andate in onda durante il servizio. “Sono bastati pochi minuti del servizio di Report per mettere in mostra tutto il peggio della gestione sanitaria di Regione Abruzzo, a partire dai ritardi sul tracciamento dei tamponi che denuncio da mesi”, dichiara Marcozzi.

“Dovrebbe ormai essere chiaro a tutti quanto sia importante il fattore tempo nella lotta al Covid-19: prima isoliamo i positivi e meno contagi ci saranno. Eppure ancora oggi, col rischio di una terza ondata alle porte, in Abruzzo non si riesce ad avere un controllo omogeneo del territorio, e non c’è né da stupirsi né da gridare allo scandalo se siamo l’unica regione d’Italia ad essere ancora in zona arancione. Il centrodestra sta semplicemente raccogliendo i frutti dei propri evidenti errori che sono ormai impossibili da nascondere”.

Per la capogruppo del M5s, “ciò che lascia ancora più esterrefatti è l’arroganza e la supponenza del presidente Marsilio che si è dimostrato incapace di dare risposte chiare ed esaustive al giornalista di Report. Per noi non è una novità perché l’atteggiamento messo in mostra durante il servizio caratterizza tutto il centrodestra, i cui esponenti, ogniqualvolta vengono messi alle strette, alzano il tono dello scontro per l’impossibilità di fornire spiegazioni concrete. Dispiace che a rimetterci siano la salute degli abruzzesi e l’immagine di tutto l’Abruzzo, rappresentato da una Giunta regionale spaccata al suo interno, come dimostrato dal Consiglio regionale di ieri, e che sta fallendo su tutta la linea nella gestione dell’emergenza Covid. Un’immagine svilente di cui ne pagano le conseguenze gli incolpevoli cittadini”.

Anche Giorgio Fedele, che in queste settimane si è esposto in più occasioni, soprattutto riguardo la sanità marsicana, ha rincarato la dose. “Altro che chiamare ‘John’, il presidente Marsilio dovrebbe ascoltare i cittadini, il personale sanitario e chi il territorio lo abita e lo conosce. Sono mesi che gli presentiamo atti e carte per evidenziare tutte le criticità che sono uscite dal servizio di Report, anzi, quelle andate in onda sul canale Rai sono solo alcune delle gravi carenze del territorio gestito dalla Asl 1. Denunciamo da mesi e mesi la carenza di posti letto, di laboratori, la lentezza nel risultato tamponi, la mancanza di personale. Marsilio può arrabbiarsi quanto vuole con il giornalista, ma dovrebbe piuttosto rendersi conto del fallimento su tutta la linea della gestione politica e della dirigenza Asl che quella stessa politica ha nominato”.

“Il laboratorio a L’Aquila non è stato realizzato, c’era prima e di punto in bianco, senza nessuna interlocuzione con i medici e con altri soggetti coinvolti, è stato indicato come punto analisi per la Provincia dell’Aquila nell’emergenza Covid, senza però apportare i dovuti potenziamenti che una scelta del genere avrebbe dovuto implicare”, ha proseguito Fedele. “Quel laboratorio non ce la fa! E allora la Regione ha stipulato un contratto da circa 1 milione di euro con l’istituto zooprofilattico di Teramo che, a sua volta, quando finisce i reagenti invia tutto al laboratorio di Pescara. Una tarantella che ha come risposta media per l’analisi dei risultati un tempo lunghissimo: dai 5 ai 7 giorni. Questo è stato uno dei primi fattori a impedire un tracciamento efficace dei contagi e a rendere la Provincia dell’Aquila quello che è oggi”.

“Inoltre Marsilio continua a dire di aver aumentato i posti letto Covid all’Aquila, addirittura superando quelli di Pescara, ma non è così. Non siamo neanche vicini alle promesse fatte da lui e dal manager Testa sulla prima ondata e per Avezzano sono dovuti ricorrere a un tendone, che è stato utilizzato una settimana e alla prima pioggia è stato sgomberato. La provincia dell’Aquila non ha avuto nessuna programmazione e alle decisioni su carta non sono seguite le azioni concrete. Un errore che non viene riconosciuto da chi lo ha commesso e che rischia di reiterarsi anche davanti a una possibile terza ondata che tutti speriamo di non avere, perché per il territorio della Asl1, già in ginocchio, sarebbe un’altra prova quasi insostenibile”, ha concluso Fedele.