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Il sogno di Federico – la fondazione della città di L’Aquila nel romanzo di Ciuffetelli

L’Aquila. Ho terminato da pochi giorni il romanzo dell’aquilano Alessandro Ciuffetelli, ma già dalle prime pagine avevo intenzione di scrivere una recensione di questo interessantissimo libro. La storia del romanzo rapisce il lettore da subito: ci si ritrova nella prima metà del XIII secolo, nel tempo in cui l’Italia per oltre cento anni è stata al centro della lotta tra Impero e Papato. Solo un personaggio poteva placare una lotta così aspra, Federico II di Svevia, detto lo “Stupor Mundi”. In una penisola devastata dagli scontri fra guelfi e ghibellini, che rischiava di sprofondare nella barbarie, Ciuffetelli ci racconta di come l’Imperatore nutrisse il sogno di creare una città, una nuova capitale dell’Impero, ai confini del regno Papale. I protagonisti sono Claudio da Poppleto, un semplice pastore alla ricerca della propria vendetta, e Vittoria da Genova, giovane e coraggiosa ragazza, disposta a tutto, anche ad armarsi lei stessa sotto le insegne dell’Impero pur di restare accanto al suo amato Claudio. Il romanzo è ben scritto, scorrevole e tiene sempre alta l’attenzione del lettore. Interessantissimi gli intrecci tra le vicende abruzzesi e quelle nazionali, con un occhio di riguardo alla cronologia e alla cronaca degli avvenimenti. Si entra nella storia dei signori di Ocre, Paganica e di tutti gli altri nobili della contea aquilana, raccontandone aspetti poco conosciuti e sicuramente mai affrontati prima con questa dovizia di particolari. È piacevole fare un viaggio nell’Abruzzo medievale, in ambientazioni d’altri tempi che Ciuffetelli è perfettamente in grado di rievocare con uno stile moderno, ma ben inquadrato nei tempi che ci fa rivivere. Fantasioso, ma nemmeno troppo, l’intreccio con la storia di Federico II. Di certo il romanzo non ci lascia solo una piacevole lettura, ma anche la voglia di voler approfondire le origini del nostro capoluogo, così nobili, ma allo stesso tempo così sconosciute ai più. La cosa più piacevole, però, è che finalmente si parli della città dell’Aquila da un punto di vista diverso, storico, senza dover per forza tirare in ballo Celestino V, oppure ricamare sulla fantomatica presenza del Santo Graal nei sotterranei di Collemaggio o leggende simili. La storia di questa città è già particolarmente gloriosa di suo, non serve inventare nulla ma solo andare a studiare ciò che è successo nel corso dei secoli, e Ciuffetelli, in questo, ha il merito di aver fatto una grande opera di ricerca, oltre che divulgativa. Complimenti al giovane aquilano, sperando che questo sia solo il primo di una lunga serie di romanzi storici. @francescoproia