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Il taglio dei parlamentari è legge, la parola ai politici: Pezzopane (Pd) dice sì, Pagano (Fi) è per il no. I 5 stelle festeggiano

L'Abruzzo passerà da 21 a 13 eletti. Ecco le prime reazioni dei politici abruzzesi

Foto: La7

L’Aquila. Il taglio dei parlamentari è legge: con 553 voti favorevoli, 14 contrari e 2 astenuti la Camera ha approvato in via definitiva, nella giornata di ieri, la riforma costituzionale in materia di riduzione del numero dei parlamentari. Una riforma che lo stesso neo ministro degli Esteri del M5s Luigi Di Maio definisce come “una giornata storica per l’Italia grazie alla volontà del partito di Beppe Grillo”. “Con il taglio dei parlamentari”, ha detto Di Maio una volta sceso in piazza per festeggiare la nuova riforma, “risparmiamo 300mila euro al giorno, quello che un cittadino in molti casi non riesce a guadagnare nemmeno in una vita”.

Prima di passare a leggere come alcuni politici abruzzesi hanno accolto questa nuova riforma, bisogna sottolineare che con la riduzione del taglio dei parlamentari l’Abruzzo passerà da 21 a 13 eletti. La riforma che taglia i parlamentari avrà ripercussioni che potrebbe essere oggetto di critiche da parte delle regioni medio piccole come l’Abruzzo, il Trentino Alto Adige, Friuli, Liguria, Marche, Umbria, Basilicata, Calabria e Sardegna che, specie al Senato, non eleggeranno parlamentari di tutte le opposizioni, visto il nostro sistema tripolare. La variazione percentuale del taglio degli eletti è simile ma non uguale per tutte le regioni e naturalmente non ha toccato la piccolissima Val D’Aosta che avendo già oggi un solo parlamentare non potrebbe scendere a zero. L’altra regione piccola, il Molise, ne perderà invece uno su tre. Ecco un confronto, per quel che riguarda l’Abruzzo, del numero dei parlamentari attualmente eletti in ciascuna circoscrizione e quelli che verranno eletti con la riforma.

Per la Camera il numero attuale in Abruzzo è di 14 contro il 9 del numero futuro -35,7%. Per il senato, invece, il numero attuale abruzzese è di 7 contro i 4 che poi verranno eletti (42.9%). 

Immediate le reazioni dei politici abruzzesi.  Tra le fila del Partito democratico la deputata aquilana Stefania Pezzopane ha scritto sui suoi profili social di aver votato al sì per il taglio ai parlamentari, definendolo come “un primo passo per una riforma complessiva.  La riforma è passata a stragrande maggioranza. Sono convinta che sia giusto, ma non è stato un voto a cuor leggero. E non per il banale e qualunquista obiettivo di tagliare le poltrone, quanto invece per rendere più efficiente il nostro sistema parlamentare. Lo considero il primo passo di un disegno più ampio per rafforzare il ruolo del parlamento, contro ogni idea antiparlamentare ed antidemocratica”.

“Ovviamente”, precisa la deputata Dem, “così come da accordo politico di maggioranza, vanno però subito approvati alcuni provvedimenti per rendere la riduzione dei parlamentari efficace e che non diventi riduzione della democrazia: riequilibrio dei collegi, riequilibrio delle Regioni nell’elezione del presidente della Repubblica, riforma elettorale e riforma dei regolamenti parlamentari. Sono fiduciosa”.

Di visione diametralmente opposta è Nazario Pagano, coordinatore regionale abruzzese di Forza Italia, sottolineando come, secondo lui, la “scelta di ridurre il numero dei parlamentari non è altro che propaganda e pericolosa demagogia. Non sono certo questi i problemi del paese”, ha affermato Pagano, “bensì un’economia stagnante e un tasso di disoccupazione cronico. Nel merito, il provvedimento è un vero e proprio attacco alla democrazia rappresentativa, un tentativo di disarticolarla in favore della democrazia diretta tanto cara alla Casaleggio e associati. La misura non solo porterà risparmi risibili, ma andrà a ridurre la rappresentanza, lasciando interi territori totalmente scoperti. In più, non risolverà affatto la lentezza cronica del procedimento legislativo, per cui servirebbe una riforma costituzionale complessiva, non un provvedimento spot, semplice carburante al sentimento di antipolitica che tanto male fa alla nostra democrazia”.

Ancora poche le reazioni dei consiglieri in Regione Abruzzo. Nella serata di ieri, dopo l’approvazione della riforma, pochi sono stati i commenti riguardo la nuova legge italiana.

Sara Marcozzi, consigliere e capogruppo del Movimento 5 Stelle ed ex candidata alla presidenza della Regione, ha definito la giornata di ieri “storica”, così come scritto dallo stesso Di Maio, sottolineando che “è una promessa mantenuta dal MoVimento 5 Stelle. Una promessa che avevamo fatto fin dall’inizio dell’attività parlamentare”, ha precisato la Marcozzi, “e che abbiamo portato in fondo, lavorandoci anche quando a molti sembrava impossibile. Questo è il modo di agire del MoVimento, che si fonda sull’ascolto dei cittadini e sul rispetto della parola data, facendo nostro il concetto, a me molto caro, del vincolo di mandato”.

“È una giornata storica perché per la prima volta in questo Paese le poltrone si tagliano e non si aumentano”, scrive la grillina, “e noi in Abruzzo lo sappiamo bene quanto sia importante dare un segnale di discontinuità, con tutte le nuove poltrone che sta piazzando il governo di centro destra. Per me questa riforma rappresenta l’inizio di una nuova stagione politica, che punti finalmente su istituzioni più efficienti, che lavorino velocemente e al meglio nell’interesse dei cittadini. A questo si aggiunge un risparmio economico non indifferente, con risorse che potranno essere messe a disposizione delle esigenze primarie degli italiani. La strada è ancora lunga, lo sappiamo benissimo, ma la direzione è quella giusta”.

Tra i membri del Carroccio, invece, il parlamentare Luigi D’Eramo, nuovo responsabile della Lega in Abruzzo, che ha da poco preso il posto di Giuseppe Bellachioma, ha voluto rimarcare le parole del leader del partito Matteo Salvini, che ha scritto in un tweet come “La Lega, a differenza del Pd e dei 5 stelle, non tradisce e mantiene la parola”.