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Il terremoto dell’Aquila nella comunicazione dei grandi disastri, Imperiale (Odg Abruzzo): “necessaria sinergia dei giornalisti con l’INGV”

Importante evento di formazione a Roma presso la sede della Federazione Nazionale Stampa Italiana

Roma  – Si è svolto nel pomeriggio di ieri Giovedì 21 giugno 2019 presso la sede della Federazione Stampa Nazionale in via Vittorio Emanuele II, un interessante confronto approfondimento di formazione per i giornalisti sul tema: “La comunicazione nei disastri ambientali”. L’organizzazione  è stata curata dall’Unaga Argalam di cui è presidente Roberto Zalambani, in collaborazione con FNSI e l’Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia. Nel corso dei lavori particolare interesse hanno suscitato gli interventi dell’INGV, il capo ufficio Stampa Valeria De Paola unitamente a Massimo Crescimbeni hanno tracciato un quadro esaustivo delle prerogative dell’Istituto nel merito della comunicazione e costanti evoluzioni tecnologiche a disposizione dei cittadini. Parimenti interessante l’analisi del relatore Daniele Imperiale, consigliere dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, il quale ha ripercorso le varie fasi della situazione pre-sisma e post sisma relativa al tragico evento tellurico del 2009 che distrusse la città capoluogo d’Abruzzo. “Il ruolo della comunicazione è fondamentale, e deve responsabilizzare la nostra categoria la quale per poter parlare di argomenti sensibili come eventi disastrosi, deve comunque approfondire e conoscere ogni aspetto correlato. Comunicare in questi contesti è particolarmente gravoso e deve prevalere un forte senso di obiettiva oggettività, rispetto ad una emotività e/o condizionamenti che possano arrivare da altri fronti come quello della politica”. Il riferimento di Imperiale è chiaro e si ricollega alla fase del lungo sciame sismico aquilano che ha preceduto la scossa forte delle 3.32. “In quel contesto, dieci anni fa – spiega Imperiale – i sistemi di comunicazione social media e on line erano sicuramente molto meno sviluppati rispetto allo stato attuale, e molti giornalisti furono quindi “tirati per la giacchetta”, per fornire informazioni su uno stato che era molto preoccupante, poi la Commissione Grandi rischi, e poi la violenza della natura che ebbe a distruggere la nostra amata L’Aquila. Quello che accadde dopo il sisma – prosegue Imperiale – ad opera dei giornalisti abruzzesi, fu un lavoro di grande rispetto. Complessivamente vennero trattati tutti gli argomenti del disastro “in punta di penna”, e con il giusto scrupolo di informazione, questo però vale per quanti operano a pieno titolo nel giornalismo, nelle testate on line o cartacee che hanno saputo raccontare uno spaccato realista e nel contempo drammatico, meno opportuni blog e/o siti che approfittando dell’attenzione hanno immesso fin troppo spesso informazioni non corrette e non supportate dal alcun fondamento scientifico, noi giornalisti – ha concluso Imperiale -dobbiamo tener presente come punto di riferimento l’accertamento delle fonti, e quindi i rapporti con l’INGV sono alla base di una corretta informazione nel contest dei disastri, ma anche rispetto a tutto ciò che riguarda la prevenzione da mettere in pratica a tutto campo. E’ pertanto necessaria una sinergia diretta dei giornalisti con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia”. (Giulia Antenucci)