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Immigrazione Abruzzo, deputata Corneli: Marsilio e Meloni gridano soluzioni ridicole

L’Aquila. “Come tutto ciò che riguarda il tema dell’immigrazione, anche la recente notizia dell’arrivo in Abruzzo di 200 migranti è stata immediatamente strumentalizzata dalla destra romana di Giorgia Meloni e Marco Marsilio, che questa volta hanno forse abbattuto il triste primato di Matteo Salvini in termini di sciacallaggio sulla pelle dei più deboli. Infatti, da loro ho sentito gridare al vento soluzioni ridicole ed impraticabili (come un non meglio precisato blocco navale: una dichiarazione di guerra ai Paesi del Nord Africa?!) o concetti del tutto falsi (come l’ipotetico incremento della curva dei contagi causa immigrati, smentito anche dall’ordine dei medici). Mi domando quando i cittadini si renderanno conto che così facendo il centrodestra non fa altro che accrescere un’ondata d’odio da sempre alimentata ad arte solo per beceri fini elettorali”, ha dichiarato l’onorevole Valentina Corneli.

“Purtroppo c’è un’emergenza sanitaria mondiale che l’Italia ha affrontato meglio di tutti gli altri Paesi, con tanto di riconoscimenti internazionali, ma ora il Governo si trova a dover affrontare anche un flusso molto importante di sbarchi. Il pressing instancabile di queste settimane da parte del Ministro degli Esteri Di Maio ha portato la Direzione Generale delle Dogane tunisina ad impegnarsi a mettere a disposizione tutti i mezzi necessari a contrastare le partenze, e questo è molto positivo. La Ministra Lamorgese ha invece annunciato che riprenderanno cospicuamente i rimpatri e le redistribuzioni in Europa, che si erano fermati a causa della pandemia ma che erano di molto aumentati da quando non c’era più Salvini che al ministero faceva solo propaganda. Infine, è stato veicolato in Nord Africa il messaggio chiaro che nessuna regolarizzazione sarà possibile per chi sta arrivando in Italia. Sebbene la preoccupazione delle comunità locali sia comprensibile, il trasferimento dei migranti deve essere letto, in questo frangente, solo quale passo obbligato prima del rimpatrio degli stessi nei territori di rispettiva provenienza, ed io sono in costante contatto con la Prefettura, ringrazio in particolare il Prefetto di Teramo, per accertarmi che i controlli sanitari e di sicurezza in questa fase siano ferrei”.

“Invito perciò la Meloni a placare per un momento il proprio odio compulsivo per tutto ciò che non comprende, invitandola piuttosto a fare uno sforzo mnemonico per ricordare tutto ciò che combinò quando governava (trattato di Dublino, sanatorie indiscriminate di centinaia di migliaia di immigrati irregolari, business milionario dei campi rom, decine e decine di leggi ad personam senza muovere mai un dito per i cittadini nemmeno durante la crisi del 2008), prima di mettere in ridicolo il Parlamento con le sue sceneggiate da urlatrice. E le segnalo inoltre che mentre il fuoco stava distruggendo centinaia di ettari di bosco nella Città di L’Aquila (tra ieri ed oggi la situazione sembra per fortuna essere tornata sotto controllo) il sindaco del suo partito Pierluigi Biondi è stato “pizzicato” in una discoteca di Tortoreto a trascorrere la serata insieme all’Assessore regionale Liris, e alla legittima richiesta di spiegazioni avanzata da un cittadino ha avuto una reazione così rabbiosa da richiedere l’intervento di un buttafuori del locale. La triste scena è stata ripresa e diffusa sul web, ridicolizzando il Capoluogo e umiliando tutti i cittadini che si erano visti costretti poco prima ad imbracciare pale e picconi per difendere le loro case dalle fiamme, insieme ai mai stanchi Vigili del fuoco e Carabineri forestali”.

“Quindi anche davanti al vittimismo di questi giorni francamente resto basita. La Meloni sta cercando in tutto e per tutto di imitare il suo imbarazzante rivale Salvini nella guerra per i voti. Ma dove erano lei e il suo partito quando i “giornali” (anche se definirli tali è difficile) di destra scrivevano articoli sessisti su di me, facevano body shaming sulla Ministra Azzolina, o facevano le più volgari allusioni su Virginia Raggi solo perché sta riportando la legalità a Roma? Come mai non si è mai esposta per le minacce di morte dei clan rom e dei gruppi neofascisti rivolti alla sindaca? Forse dobbiamo ricercare la risposta a queste domande nella sua storia politica? La verità è che ai cittadini dell’aspetto fisico di Giorgia Meloni non importa proprio nulla, ciò che turba e preoccupa è ben altro”.