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Imprese: nel 2015 le cessazioni superano di molto le iscrizioni, l’Abruzzo si classifica ultimo

L’Aquila. In Abruzzo, nel 2015, a fronte di 32.070 imprese artigiane complessivamente registrate, si contano 1.827 nuove iscrizioni e ben 2.727 cessazioni con un saldo di meno 900 unita’: dato che colloca la regione all’ultimo posto della graduatoria nazionale. A lanciare l’allarme e’ Confartigianato Pescara che analizza gli ultimi dati sulla situazione delle imprese. chiuso-per-fallimento_1-crisi-negoziIl punto della situazione e’ stato fatto nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte, tra gli altri, il neo presidente dell’associazione provinciale, Giancarlo Di Blasio, il segretario Nunzio Gagliardi, il vicesegretario Pasquale Cameli, il vicepresidente e presidente del confidi, Domenico Galizia, il responsabile Categorie, Fabrizio Vianale, il responsabile ufficio Credito, Chiara Basilico, ed il presidente di Confartigianato Abruzzo, Luca Di Tecco, i quali hanno scattato una ‘fotografia’ dell’attuale situazione, illustrando le priorita’ per il rilancio del territorio. A livello provinciale, Teramo chiude con un saldo di -247 imprese artigiane, Pescara -208, Chieti -254 e L’Aquila -191. “In provincia di Pescara, nel 2015, – hanno detto in conferenza – c’e’ stato un drastico crollo delle imprese artigiane, con un saldo tra cessazioni e nuove iscrizioni pari a meno 208 unita’. La situazione rasenta il dramma: va allentata la morsa del fisco e dei troppi ed inutili adempimenti cui sono sottoposte le piccole e micro imprese. Serve un forte e deciso intervento della Regione Abruzzo. “Basta vedere questi dati – hanno aggiunto i rappresentanti di Confartigianato – per rendersi conto che la situazione rasenta il dramma. Abbiamo detto e ribadiamo con forza che va allentata la morsa del fisco, dei troppi ed inutili adempimenti a cui sono sottoposte le piccole e micro imprese, fatte sprofondare in sabbie mobili da cui non riescono piu’ ad emergere”. “Ribadiamo, inoltre – sottolineano – l’insufficienza delle infrastrutture, con quelle esistenti che sono obsolete per le nuove esigenze imprenditoriali. Per non parlare dell’accesso al credito, diventato difficoltoso e quasi una ‘meteora’ per le nostre imprese. Ci dispiace, e lo diciamo con amarezza mista a delusione, che la Regione Abruzzo sia cosi’ poco sensibile verso questa categoria. “Il Masterplan, che speriamo non si trasformi nel libro dei sogni – dicono ancora – parla di 1,5 miliardi di euro destinati all’Abruzzo. Ma l’attenzione per le oltre 100mila piccole e micro imprese della nostra regione e’ assolutamente scarsa. Forse il governatore d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha dimenticato che oltre il 98 per cento delle imprese totali presenti nel territorio regionale deriva da tale mondo, con il Pil che esso produce e la forza lavoro che esprime”. In tal senso, il nuovo presidente di Confartigianato Pescara, Giancarlo Di Blasio, rivolge un accorato appello alla Regione, affinche’ si interessi in maniera concreta al settore della piccola e micro impresa, motore dell’economia regionale”. I presenti, facendo l’esempio del Salento, hanno anche sottolineato la necessita’ di puntare “sull’attrattivita’ della morfologia abruzzese” e di “spingere sul turismo, che porta persone, consumi e servizi, altrimenti si rischia che le imprese vadano via”.