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Impulso alla ricostruzione pubblica, il Comune di Teramo incontra l’Usr: obiettivo sicurezza del territorio

Teramo. Un deciso impulso alle attività per la ricostruzione pubblica, in particolare delle scuole, è stato dato nel corso di un incontro che l’amministrazione comunale ha chiesto e avuto con il presidente dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, Vincenzo Rivera e i tecnici che l’ufficio ha assegnato per il supporto al Comune di Teramo. Oltre al sindaco Gianguido D’Alberto, presenti il vicesindaco Maria Cristina Marroni, l’assessore Stefania Di Padova e il presidente del Consiglio Comunale, Alberto Melarangelo, dirigente e funzionari dell’Ufficio Tecnico.

“La ricostruzione pubblica è ferma in tutto il cratere sismico”, ha sottolineato D’Alberto, “e abbiamo l’obbligo di non correre il rischio dell’Aquila, dove a 10 anni dal terremoto, ancora non si riparte con la ricostruzione delle scuole”. Dal confronto e dal quadro offerto dai tecnici comunali, si è evidenziato che il Comune di Teramo è avanti nella progettazione degli interventi per molti edifici, in particolare la scuola di Villa Ripa e per la San Giuseppe, mentre si sta lavorando alla definizione degli adempimenti relativi agli interventi sul Liceo Musicale Braga, sulla Scuola De Jacobis e sulla Media Savini, sebbene in quest’ultimo caso vada comunque aperta un’ampia riflessione di natura urbanistica.

“La collaborazione con l’Usr è preziosa perché ci fornisce il supporto tecnico e operativo necessario per imprimere la necessaria accelerazione ai procedimenti”, aggiunge il sindaco, “non possiamo aspettare le norme che giungano dal Parlamento a semplificazione di tutto l’iter ma dobbiamo invece sfruttare ogni possibilità per imprimere l’impulso concreto all’intera ricostruzione pubblica”. L’amministrazione ha ribadito che tutte le decisioni di carattere politico-istituzionale saranno condivise, nell’ottica della partecipazione, con le scuole, i cittadini, le associazioni e i portatori di interesse. “Al centro della nostra attività”, ha ribadito D’Alberto, “vi sono due aspetti: innanzitutto la sicurezza e poi la lettura in chiave urbanistica degli interventi, con una visione che si faccia anche strategica per il futuro della città e del territorio”.