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In Abruzzo il più alto Rt d’Italia dopo la Valle d’Aosta, a rischio l’apertura confini

L’Aquila. L’Abruzzo rischia grosso. In vista della data cruciale, il 29 maggio, è una delle regioni sotto la lente di ingrandimento. Infatti, a differenza di altre, soprattutto del centrosud, l’Abruzzo è una regione dove stenta a scendere il valore Rt, e venerdì prossimo arriverà il report settimanale del monitoraggio che fornirà le indicazioni per concedere il via libera agli spostamenti tra le regioni.

Sarà il governo a decidere i criteri e i governatori avranno il potere di imporre limitazioni. Con un obiettivo ormai evidente: impedire l’ingresso a chi proviene dalle regioni con il maggior numero di contagi. Nei prossimi giorni si metteranno a punto i dettagli del percorso stabilito in base a una regola: non ci sarà alcun limite soltanto tra regioni che sono allo stesso livello di rischio.

L’assegnazione dei confini avverrà tramite 21 indicatori. Il ministero della salute ha messo in atto un monitoraggio ad hoc sulla malattia, con 21 indicatori che analizzano da una parte la capacità di monitoraggio e di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti, dall’altra i risultati sulla stabilità di trasmissione e sulla tenuta dei servizi sanitari. Dati che vanno letti nel loro insieme, ha spiegato l’Iss, “come una fotografia della situazione e della capacità di risposta”.

L’indice più alto, escludendo la Valle d’Aosta, si registra proprio in Abruzzo con lo 0,86 (la scorsa settimana era 0,45). Salgono anche Basilicata (a 0,63, era 0.27), Molise (a 0,51 da 0,34), Sicilia (a 0,69 da 0,54), Toscana (0,59 da 0,39), Veneto (0,56 da 0,41). Leggero incremento per la Sardegna (0,27 da 0,24), per la Liguria (0,52 da 0,48), per la provincia autonoma di Trento (0,77 da 0,75). Scendono Bolzano (a 0,45, era a 0,56), Calabria (a 0,17 era a 0,34), Emilia Romagna (0,49 da 0,60), Friuli Venezia Giulia (0,63 da 0,86), Lazio (0,71 da 0,74), Lombardia (0,51 da 0,62), Marche (0,48 da 0,55), Piemonte (ora 0,39 da 0,58), Puglia (0,58 ora da 0,72), Umbria (0,53 da 1,23), Campania (0,45 da 0,58).