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In Regione scoppia il caso Fioretti, Marcozzi (M5s): da Lega Nord a Lega delle poltrone, abruzzesi dimenticati

"Il centro destra rimanda le priorità della Regione, Marsilio? Un costante silenzio"

L’Aquila. “Non ci sarà nessun tipo di cambio di velocità né di cambiamento alla Giunta regionale nel caso in cui, come riferito dagli organi di stampa, l’assessore al lavoro Piero Fioretti dovesse rassegnare le proprie dimissioni per far spazio all’attuale capogruppo della Lega Pietro Quaresimale”. Commenta così il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi, in merito al “caso Fioretti” scoppiato nelle ultime ore all’interno del palazzo dell’Emiciclo. “Sarebbe invece un sintomo di continuità nella linea politica dettata dal centro destra”, sottolinea la pentastellata, “fondata sulla continua creazione di nuove poltrone. Infatti, nel caso in cui questa sostituzione dovesse realmente concretizzarsi, sarebbe attivato lo strumento della surroga, con Quaresimale esentato dal ruolo di Consigliere regionale per lasciare spazio a un altro dei candidati delle elezioni del 10 febbraio che però, numeri alla mano, non è stato eletto dai cittadini”. 

“Il centro destra continua così a viaggiare di nomina in nomina, di poltrona in poltrona”, precisa il consigliere regionale del M5S che si è battuta, nella scorsa settimana, in merito al costruzionismo in Regione per il caso del referendum targato Lega, “le perdite di tempo per i loro problemi interni sono all’ordine del giorno e bloccano le urgenti riforme di cui la nostra terra ha bisogno. Evidentemente, non è stato sufficiente bloccare la Regione su un quesito referendario sulla legge elettorale nazionale, prossimo alla bocciatura della Corte Costituzionale”.

“Continuano a rimandare le sfide più importanti per l’Abruzzo su sanità, lavoro e sviluppo economico”, tuona la Marcozzi, “preferendo trovare soluzioni su nuove poltrone, con la surroga pronta anche per il Sottosegretario D’Annuntiis, e aumento degli stipendi, come accaduto al direttore Arit e ai dirigenti Asl. Il tutto nel costante silenzio del presidente Marsilio, incapace di dare spiegazioni in Consiglio regionale o nel corso delle Commissioni a cui, puntualmente, non partecipa”.

“La mancanza di attenzione”, conclude la pentastellata regionale, “che rivolgono verso le priorità della nostra regione non è più accettabile. Gli abruzzesi non meritano di essere abbandonati a loro stessi da chi, invece, dovrebbe tutelarne gli interessi primari”.