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Inaugurato a L’Aquila il primo skatepark della città nella grande piazza D’Armi

L’Aquila. Dove sei anni fa sorgeva la tendopoli più grande del capoluogo, oggi è ospitato il primo skatepark della città. Siamo in “Piazza D’Armi”, all’interno della neonata “Area Ultras D’Italia”, in un complesso che ospiterà, in futuro, campi da calcetto, da rugby e da basket e costituirà un luogo di incontro per i cittadini che vogliano passeggiare nei giardini pedonali o spingere i pedali nelle piste ciclabili. Le curve degli aquilani “Red Blue Eagles” sono le protagoniste di questo grande progetto. Chi ha permesso tutto ciò? Lo spirito solidale di tanti ultras da tutta Italia, che hanno contribuito di tasca propria, all’appello dei loro compagni tifosi. Un apporto economico significativo è stato dato anche dalla Onlus locale “San Gregorio Rinasce”, che ha voluto che la pista portasse il nome di “Maurane Fraty”, bambina non appena dodicenne, travolta dalla furia del sisma. Il complesso, ideato per gli amanti degli skates, è stato inaugurato ieri, in una manifestazione iniziata nel pomeriggio e inoltratasi fino a sera sulle note reggae dei “Dabadub Sound System”. Tanti gli “skaters” che hanno saggiato con le loro tavole il cemento della pista; tra questi, direttamente dall’Oregon, il campione Cody Lockwood, colui che con la sua esperienza ha contribuito, passo dopo passo, alla sua realizzazione. Ci sono voluti sei anni affinché il progetto diventasse realtà, complici una burocrazia rugginosa e le promesse non mantenute dell’amministrazione. Ieri, finalmente, il primo skatepark della città ha visto la luce. Creare un nuovo centro di aggregazione, tanto desiderato in questi anni dai cittadini di tutte le età, è lo scopo dei ragazzi di “Red Blue Eagles”, che promettono: “A L’Aquila parleranno nuovamente i fatti, gli Ultras di tutta Italia regaleranno un sorriso a molte persone mettendo cosi un piccolo tassello nell’enorme mosaico della ricostruzione, ancora lunga e difficile, della nostra città. Gli Ultras daranno ai ragazzi del nostro territorio un motivo in più per rimanere in questa terra ferita e per non abbandonarla”. Diego Renzi