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Incendio alla Richetti, azienda: ripartire il prima possibile e salvare i livelli occupazionali

Teramo. L’incendio che ha devastato buona parte dello stabilimento della Richetti, nella zona industriale di Sant’Atto a Teramo, non scoraggia la proprietà che nell’incontro con i sindacati ha evidenziato la volontà di far ripartire quanto prima la produzione e salvaguardare i livelli occupazionali. Tanto da aver subito raggiunto un accordo con i sindacati, accordo che sarà sottoposto all’approvazione dei lavoratori, che prevede la cassa integrazione ordinaria di 13 settimane per i dipendenti a tempo indeterminato e il ritorno immediato al lavoro degli stagionali, che altrimenti non avrebbero alcuna copertura. L’obiettivo è quello di spostare la linea produttiva nell’altro stabilimento di cui la Richetti è proprietaria e che insiste a pochi metri da quello devastato dall’incendio (i cui locali erano solo in affitto alla Richetti fino al 2019).

“Le commesse ci sono e la voglia di ripartire anche – commenta il segretario della Fai Cisl Alessandro Collevecchio – domani sottoporremo l’accordo all’assemblea dei lavoratori e in caso di risposta positiva si potrà firmare già domani pomeriggio”. L’incendio che ha devastato uno dei due stabilimenti della Richetti era divampato ieri sera poco prima delle nove per cause ancora in corso d’accertamento. Le fiamme hanno interessato una superficie di 10mila metri quadri su 16mila, causando il crollo delle coperture in eternit la maggior parte delle quali sono implose all’interno della struttura. Al momento sul posto, nonostante sia stato spento l’incendio, resta una squadra dei vigili del fuoco impegnata su focolai residui mentre è in arrivo un mezzo escavatore con cesoia per le operazioni di messa in sicurezza di alcune parti pericolanti.