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Inchiesta Caffè Venezia, chieste cinque condanne e due assoluzioni per riciclaggio

Pescara. Cinque anni e sei mesi per i fratelli Sebastiano Michele Granatiero e Pasquale Granatiero; 5 anni per Antonia Grieco; 2 anni per Rita Lucia Granatiero; 2 anni e 6 mesi per Giuseppe Prencipe; assoluzione perche’ il fatto non costituisce reato per Anna Brigida e Severino Prato. Sono le richieste avanzate dal pm del Tribunale di Pescara Gennaro Varone per i sette imputati nell’ambito dell’inchiesta su un presunto riciclaggio, che nel settembre del 2011 porto’ al sequestro – e poi al dissequestro – tra l’altro, dei due Caffe’ Venezia di Pescara, di conti correnti e beni aziendali per un valore cdownloadomplessivo di circa 20 milioni di euro. Gli imputati sono tutti riconducibili ad una famiglia di origine foggiana, cioe’ i Granatiero, che a Pescara hanno creato una sorta di impero dal 2002 in poi e che a Manfredonia erano gia’ noti. Secondo il pm Varone il denaro investito a Pescara dai Granatiero proveniva dal clan pugliese dei Romito. Le richieste di condanne pero’ non riguardano tutti i reati, per alcuni capi di imputazione il pubblico ministero ha infatti chiesto l’assoluzione per i due fratelli Granatiero, Rita Lucia Granatiero e Giuseppe Prencipe. Per i quattro e Antonia Grieco ha inoltre chiesto la confisca per equivalente del profitto dei reati tributari, pari alle somme evase. Infine, il pm ha chiesto la confisca delle quote societarie di alcuni locali. La decisione del gup Carla Sacco e’ prevista per il 9 dicembre prossimo. I sette saranno giudicati con il rito abbreviato.