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Inchiesta Soget, Mazzocca e Sospiri finiscono nel registro degli indagati

L’Aquila. L’assessore regionale all’Ambiente, in quota Sel, Mario Mazzocca, e il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, sono finiti nel registro degli indagati relativo all’inchiesta Soget riguardante 36 milioni di crediti inesigibili (tasse, multe, affitti delle case popolari) del Comune di Pescara. Inizialmente nella vicenda era indagato solo il direttore generale della Soget, Gaetano Monaco, 50 anni, originario di San Valentino (Pescara). Nel fascicolo poi era stato iscritto anche il nome di Domenico Ludovico, originario e residente della provincia di Taranto, responsabile del settore esecutivo della Soget. Monaco e Ludovico lunedi’ prossimo saranno interrogati dal gup del Tribunale di Pescara, Maria Carla Sacco, che dovra’ esprimersi sulla misura interdittiva della sospensione dal loro incarico chiesta dalla procura di Pescara. Nello specifico, Mazzocca deve rispondere di corruzione e abuso d’ufficio in concorso; Sospiri e’ accusato di abuso d’ufficio in concorso; Monaco di corruzione, tentata truffa, abuso d’ufficio e falso in concorso; Ludovico di abuso d’ufficio e falso in concorso. Secondo l’accusa, Mazzocca sostanzialmente avrebbe indebitamente beneficiato della mancata riscossione di un debito di 22.300 euro nei confronti della societa’ acquedottistica Aca. Per quanto riguarda Sospiri, sempre secondo l’accusa, Monaco e Ludovico avrebbero acconsentito “immotivate rateizzazioni del debito di Sospiri” riguardante a sanzioni per violazioni del codice della strada e tributi comunali “in violazione dei presupposti di legge e persino in mancanza di istanza di rateizzazione proveniente dall’interessato con l’unico scopo di consentire a Sospiri di non pagare alcunche’ e di restare inadempiente”. I titolari dell’inchiesta sono i pm del Tribunale di Pescara, Gennaro Varone, Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio. Ad occuparsi delle indagini la squadra mobile di Pescara, diretta da Pierfrancesco Muriana, e il Corpo Forestale dello Stato. Per quanto riguarda il debito dell’assessore Mazzocca nei confronti dell’Aca, secondo l’accusa, Monaco in un’e-mail del 10 gennaio 2014 avrebbe “segnalato la necessita’ di attivare procedure esecutive nei confronti di Mazzocca ed altri soggetti debitori verso la societa’ acquedottistica Aca”. Il funzionario Patrizia Marinelli, con un provvedimento del 15 maggio 2014 ha chiesto “l’iscrizione di ipoteca legale per un debito di Mazzocca pari ad euro 22.300, per debiti extratributari insoluti”. Il 15 luglio 2014, Monaco e Ludovico poi avrebbero disposto, “Monaco ufficiosamente e Ludovico formalmente, per mere ragioni di favoritismo, la cancellazione dell’ipoteca iscritta presso l’Ufficio del Territorio di Pescara sull’immobile ubicato nel Comune di Caramanico Terme con la falsa motivazione di definizione del debito”. Sempre secondo l’accusa, Monaco e Ludovico avrebbero disposto, “ancora indebitamente, la sospensione della prosecuzione delle procedure esecutive finalizzate alla riscossione del credito”. Monaco, inoltre, con una mail indirizzata a Ludovico avrebbe “disposto che la sospensione venisse ‘tenuta ferma’, sottraendo di fatto Mazzocca alle procedure esecutive e consentendogli di restare inadempiente”. Monaco e Ludovico avrebbero quindi “abusato del proprio ufficio” e avrebbero “intenzionalmente procurato a Mazzocca un ingiusto vantaggio patrimoniale”. In cambio, Mazzocca, che all’epoca dei fatti era sindaco di Caramanico Terme (Pescara), avrebbe “indotto alla deliberazione di giunta con la quale, il 14 marzo 2014, il Comune di Caramanico Terme ha prodotto, ex post e d’ufficio, la proroga di un anno del servizio di riscossione tributi a favore della Soget”. Dalla richiesta della misura interdittiva della sospensione dall’incarico emessa a carico di Monaco e Ludovico, emerge che la Soget il 21 novembre 2013 e il 29 maggio 2014 ha proceduto al pignoramento dei compensi dovuti dalla Regione Abruzzo al consigliere Lorenzo Sospiri, per l’esazione di un primo credito pari a 2.473 euro e ad un secondo credito pari ad euro 10.931, per sanzioni al Codice della strada e tributi comunali. Sempre secondo l’accusa, poi “in violazione delle norme di legge che obbligavano la Soget al servizio di riscossione e d’accordo con Sospiri che sollecitava tali provvedimenti illeciti, il solo Monaco disponeva la revoca del primo pignoramento in data 2 dicembre 2013, mentre lo stesso Monaco, d’accordo con Ludovico, disponeva la revoca del secondo pignoramento”. Stando all’accusa, Monaco e Ludovico, infine, “assentivano immotivate rateizzazioni del debito di Sospiri, in violazione dei presupposti di legge (per evidente insussistenza delle condizioni di difficolta’ del debitore) e persino in mancanza di istanza proveniente dall’interessato, con l’unico scopo di consentire a Sospiri di non pagare alcunche'”.