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Incontri, scontri e racconti in una serata aquilana in piazza Angioina con Pino Micol

scontri e raccontiL’Aquila. Il posto di Maurizio Scaparro era vuoto ieri sera, in piazza
Angioina, nella seconda data di “Incontri, scontri e racconti”. In questo
momento si trova a Parigi, convocato dal Ministero della Cultura francese per
un importante progetto teatrale in vista dell’ Expo di Milano 2015.
Tuttavia la mancanza del regista è stata compensata dal carisma di un artista
di grosso calibro, Pino Micol, attore e anche lui regista, la cui lunga
collaborazione con Scaparro ha dato vita a rappresentazioni dalla risonanza
europea come il “Cyrano De Bergerac” e a lavori come “Il teatro comico” di
Goldoni e il “Don Chisciotte” (quest’ultimo proiettato subito dopo il talk
show). Ora è ormai anziano, ma ancora conserva la sua grande ironia, esaminando con sereno distacco le sue crisi giovanili e i suoi rimpianti(come il rifiuto di una parte nel “Deserto dei Tartari” di Andrea Gallo). Nella sua vita Pino non ha avuto particolari scontri, racconta, ma ha deliziato il pubblico con tanti aneddoti interessanti. E così tornano alla
memoria i bozzetti del “Don Chisciotte” rubati al suo amico Emanuele Luzzati, che viveva nella sua casa a Genova assieme alla sua anziana madre, oppure le strette di mano con personaggi illustri come Giorgio Napolitano o l’invito a cena dell’ allora Presidente Sandro Pertini e di sua moglie. Pino collabora da sempre con TeatroZeta(la stessa compagnia aquilana che ha
organizzato l’evento), supervisiona e partecipa lui stesso a diverse rappresentazioni ed è un amico di vecchia data del direttore Manuele Morgese, che ieri sera con Nives Nissi lo ha intervistato. Tanta gioia nel cuore dell’attore, ma anche tanta amarezza per una città che lui ha frequentato e frequenta ancora oggi e che vorrebbe tornasse come un tempo. ”Io la vorrei vedere rinascere” dice “vorrei poter camminare come camminavo quelle lunghe sere dicendo “ma quanto mi piacerebbe prendere una casa
qua”. Il tramonto e lo sfondo delle case ferite, come anche con Gabriele Lavia nello scorso incontro, lasciano spazio ad un’ ultima riflessione: “…la luce del sole quando sparisce, nasconde le brutture: adesso stanno sparendo un po’ le impalcature, stanno sparendo i cumuli di macerie, si vedono le sagome (…) e quindi c’è un disegno meraviglioso… Vorrei che anche di giorno L’Aquila tornasse ad essere bella, incantata e poetica come è adesso che sta scendendo
la sera.” Diego Renzi