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Influenza e Coronavirus, Galli: ritardo su vaccinazioni. Se ci sarà riapertura Natale non sia come Ferragosto

“Le vaccinazioni antinfluenzali sono in ritardo, mentre dovevano essere già a buon punto in questo periodo”. Lo ha affermato l’infettivologo dell’ospedale Saccod di Milano Massimo Galli. “Il periodo influenzale va di regola da novembre fino ai primi di marzo – ha spiegato Galli – e di solito il picco di sindromi simil-influenzali è verso la quarta settimana di gennaio. La vaccinazione antinfluenzale era il caso che partisse in maniera efficiente da diversi giorni a questa parte, ora non solo siamo in ritardo, ma la recrudescenza dell’epidemia limita la possibilità ad accedere la vaccinazione. Anticiparla troppo non va bene per altri versi, ma che ci siano dei ritardi soprattutto in Lombardia mi sembra palese”.

“Anche a Natale sarà necessario adottare le misure di distanziamento per evitare la diffusione ulteriore del Sars-Cov-2”, afferma Massimo Galli. “Il punto è questo”, ha spiegato. “Abbiamo fatto il lockdown a marzo fino a maggio, avevamo ottenuto in gran parte d’Italia l’annullamento della presenza del virus, abbiamo fatto un’estate come quella che abbiamo fatto e il Ferragosto è diventato un elemento di grande amplificazione dell’epidemia”.

“Natale e Capodanno sono grandi feste, se le affrontiamo con lo stesso spirito di Ferragosto non ne usciamo più, se chiudiamo tutto ora e riapriamo a Natale è evidente che comunque la riapertura non sarà quella che può consentire alle persone di andare a cenoni e veglioni. E’ necessario purtroppo che gli italiani abbiano quelle cautele che impediscono al virus di circolare. Dovremo abituarci all’idea che al sacrificio non può seguire il ‘liberi tutti’ fino a che il vaccino non risolverà il problema”.