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#InPrimaLive, nuovo Dpcm anti-movida e Smartworking per asintomatici in quarentena. Intanto, metro e bus sono stracolmi

 

L’argomento del giorno è sicuramente il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Una serie di normative che seguono la scia del 7 ottobre e che entreranno in vigore a partire da domani. Ne abbiamo parlato già ieri sera (vedi il video sopra) con l’avvocato Aldo Lucarelli di Avezzano che aveva preannunciato i punti salienti del decreto. Modifica degli orari di apertura al pubblico per pub, bar, ristoranti con la necessità inoltre di consumare al tavolo, conditio sine qua non, a questo punto, per poter essere aperti. 30 invitati ai matrimoni, rimangono invariate le restrizioni per gli spettacoli massimo 1000 persone all’aperto e 200 al chiuso, così la partecipazione agli eventi sportivi. Nuovi protocolli anche per la sanità, lo sport e il lavoro con positivi asintomatici che avranno l’onere di lavorare da casa. Intanto però a Roma e nelle metropoli, negli orari di lavoro non disciplinati dal Dpcm, i mezzi di trasporto pubblico vengono invasi.

Come annunciato ieri sera dall’avvocato Lucarelli, rimane una raccomandazione quella di evitare feste in casa con un massimo di 6 persone invitate non conviventi, anche perché suscitava non poca ironia e fastidio l’idea di una guerra di vicini-spie, quindi, che avrebbero alimentato l’intervento “coatto” degli uomini in divisa dentro le abitazioni private.

Spiega l’avvocato, “Per quanto riguarda la quarantena, questa viene ridotta a 10 giorni per le persone che risultano positive ed è necessario un solo tampone negativo al seguito di tre giorni senza sintomi, per poter tornare alla normalità. Viene previsto un accesso al tampone più rapido possibile, con il sussidio anche dei medici di base. Inoltre, innovativo è il possibile rientro nella vita sociale da parte di pazienti asintomatici che continuano a rimanere positivi dopo un periodo di 21 giorni, periodo lungo per poter ritenere la persona particolarmente contagiosa”.

Lucarelli ha spiegato alcune differenze anche riguardo le attività motorie e attività sportive: “la passeggiata purché non sia in luoghi isolati, è considerata come attività sportiva di carattere individuale o con distanza ragionevole di due metri, così come il jogging. Questa differenza è utile per comprendere il divieto degli sport di contatto come il calcetto e il basket. Caso che non coinvolge ovviamente gli sport organizzati da federazioni e associazioni sportive, in quanto queste hanno l’obbligo di garantire i protocolli anti-covid. Così, la federazione gioco calcio e la federazione del ciclismo possono consentire il regolare svolgersi delle loro rispettive competizioni”.

Sul lavoro, Smart working al 70 %, studiato dall’Inps con una nota del 9 ottobre che ha precisato la quarantena non come malattia professionale. E in caso di quarantena e cassa integrazione, questa prevale sulla quarantena, viceversa se il lavoratore risulterà asintomatico potrà lavorare in smartworking normalmente”.

A discapito però della guerra alla movida considerato da tutti come massimo veicolo del covid, c’è da dire che i mezzi di trasporto delle grandi città come Roma e Milano sono sempre stracolme e prive di controlli. Considerando anche il fatto, che il contatto con oggetti e persone è importante, perché un protocollo di governo accanito contro la movida anche attraverso i media, mentre rimangono invariati orari, corse e controlli dei principali mezzi di trasporto? Sì alla prudenza, sì alla prevenzione, sì alla responsabilità. Ma alla coerenza? @RaffaeleCastiglioneMorelli