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‘Intervenire su sicurezza in mare’, lo chiedeva una delle 2 vittime del peschereccio affondato

Giulianova. Servono interventi legislativi per far sì che la pesca sia considerata un’attività gravosa e usurante e prevedere un ammortizzatore sociale che copra le giornate di lavoro perdute a causa del maltempo. E’ quanto chiede la Uila Pesca, esprimendo solidarietà alle famiglie delle due pescatori che hanno perso la vita in mare a Giulianova. “Faremo di tutto per sostenere le famiglie e per attivare tutti gli strumenti disponibili”, hanno detto la Segretaria Generale della Uilapesca Enrica Mammucari con il Segretario territoriale Costa teramana Flaviano Di Giosafat, il quale proprio domenica scorsa passeggiava con Elia, una delle vittime, discutendo dei problemi della sicurezza in mare.

”Una fine drammatica che, al di là della solidarietà umana – ha detto Mammucari – deve richiamare l’attenzione su un tragico paradosso che penalizza i lavoratori di questo comparto, considerato dall’Organizzazione internazionale del lavoro come il più pericoloso per la sicurezza umana. La pesca, infatti – ha precisato – non è considerata dalla legge italiana come un’attività gravosa e usurante e non esiste neppure un ammortizzatore sociale per coprire le giornate di lavoro perdute a causa del maltempo. Il che significa che, per portare un reddito a casa, i pescatori sono costretti a uscire in mare sempre e comunque”. Da qui la richiesta del sindacato a Governo e Parlamento di intervenire al più presto per sanare questa situazione, prima che si
consumino altre tragedie.