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Istituito il fondo San Berardo, un aiuto dalla Caritas per i disoccupati e le famiglie in difficoltà

Avezzano. Costituito il fondo San Berardo, con una dotazione di 200mila euro ricevuta dalla Conferenza episcopale italiana e messa a disposizione dal vescovo di Avezzano, Pietro Santoro, in risposta all’emergenza sanitaria del coronavirus. Un aiuto concreto dalla Caritas per i disoccupati e le famiglie in difficoltà. Il nuovo report Caritas di Avezzano e il Fondo “San Berardo” sono stati presentati questa mattina ad Avezzano in una conferenza stampa dove sono intervenuti il vescovo Pietro Santoro, il vicario generale ed economo della diocesi don Francesco Tudini, il direttore Caritas don Carmine Di Bernardo, il vicedirettore della Caritas Lidia Di Pietro e la dottoressa Cristina Paone, nonché delegata diocesana per il “Fondo San Berardo”. Un fondo a quale potranno attingere tutti coloro che vivono in uno stato di disagio socio-economico, quanti hanno perso il lavoro e sono esclusi da altre tutele sociali, le persone che nel commercio o in altri settori hanno necessità di un sostegno che li accompagni ad una “ripresa autonoma” e famiglie che, a causa dell’emergenza sanitaria, hanno subito una drastica diminuzione del reddito.

“La straordinarietà dell’intervento”, ha spiegato il vescovo Santoro, “non sostituisce in alcun modo il cammino solidale della Caritas diocesana e delle Caritas parrocchiali”. I beneficiari potranno accedere, previo contatto telefonico per prendere un appuntamento con la delegata Paone, telefonando al numero 3518634621.

È stato illustrato, nel corso della conferenza stampa, il report delle attività della diocesi svolte dal 1 marzo al 31 luglio. Anche la Caritas diocesana di Avezzano si è ritrovata a dover far i conti con la pandemia del coronairus. “Abbiamo rimodulato le attività”, ha spiegato Santoro, “per adeguarle alle misure di contenimento del contagio, ma tutti i servizi essenziali sono stati tenuti aperti”.

“Durante i giorni stretti del lockdown l’esigenza primaria è stata quella di alleviare il disagio di chi non poteva restare a casa: i senza fissa dimora o vittime della povertà estrema. Abbiamo garantito loro, oltre che  l’ospitalità abitativa di emergenza, con l’importante contributo economico del Comune di Avezzano, il servizio docce e la Mensa ovvero le attività di sollievo”, ha sottolineato Lidia Di Pietro, “tra l’11 marzo e il 31 luglio sono state fornite 482 ospitalità notturne, in quattro diverse strutture del territorio. Il 55% degli ospitati sono stati uomini, il 45% donne.  Il 93% degli ospiti sono di nazionalità italiana, il 7% stranieri. La complessità delle problematiche per le quali è stata attivata l’ospitalità abitativa d’emergenza si riflette nei giorni di presenza: la permanenza media degli utenti italiani è stata di 41 giorni, quella degli stranieri  appena 9”.

Attenzione anche al servizio mensa di San Lorenzo, che ha riscontrato un leggero incremento di presenze, all’ascolto e all’orientamento e al servizio stampa del materiale didattico. “A tutela degli alunni privi di dotazioni informatiche adeguate alla didattica a distanza, sin dai primi giorni della chiusura, è stata attivata una casella di posta elettronica dedicata al ricevimento e alla stampa  del materiale scolastico”, ha detto il direttore Caritas don Carmine Di Bernardo, “il servizio è stato richiesto direttamente  dalle famiglie o dagli insegnanti a sostegno degli alunni meno autonomi.  Sono state consegnate oltre 3000 pagine a studenti di ogni ordine e grado”.

E ancora aiuti alimentari e impennata di accessi per l’Emporio Solidale. “Di fronte ad una situazione tanto critica e complessa, non possiamo non testimoniare con viva gioia la ricchezza delle donazioni ricevute”, hanno concluso, “ugualmente riconoscenti siamo ai numerosi volontari che si sono messi a disposizione per portare avanti i diversi servizi. Nella necessità di mettere a riposo i volontari più anziani e vulnerabili, abbiamo sperimentato la generosità operativa di oltre 50 nuovi volontari, 22 giovani under 30 e 29 adulti.  Un ringraziamento particolare all’Azione Cattolica diocesana”.