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La denuncia di Autismo Abruzzo Onlus: la burocrazia non rispetta il diritto dei bambini autistici ad una vita migliore

L’Aquila. “Prima di qualsiasi azione legale le proviamo tutte. Dal lavoro delle commissioni regionali fino ad informare sistematicamente la rete territoriale competente e gli uffici regionali. Informiamo le famiglie sui loro diritti fornendo dettagli circa le recenti novità che hanno imposto alla Regione Abruzzo un pianificazione dei servizi riabilitativi per l’autismo. Abbiamo anche avuto modo di parlare direttamente con l’Assessore Nicoletta Verì, fin dal suo insediamento. Da allora attendiamo un appuntamento per comprendere come intende assicurare la “presa in carico” alle centinaia di bambini che in Abruzzo attendono il rispetto delle leggi vigenti”. Questa la fotografia scattata da Associazione Autismo Abruzzo ONLUS.

“Il tempo per i bambini autistici è una variabile importante. La burocrazia non riesce a rispettare il loro diritto ad una vita migliore e allora – prosegue l’Associazione –  con la disponibilità delle famiglie e del nostro avvocato volontario Gianni Legnini, ci affidiamo alla Magistratura. Abbiamo perso il conto delle ordinanze accolte. Ormai i ricorsi li presentiamo a multipli di 3 e non ci sembra affatto un vanto. A Lanciano, il 10 ottobre scorso, di fronte al Giudice Cristina Di Stefano sono stati discussi i ricorsi per 3 utenti da troppo tempo in lista di attesa per le cure. Ovviamente l’epilogo è sempre lo stesso: 3 accoglimenti totali con ordine perentorio alla ASL di Chieti ad adempiere che si aggiungono a quelli emessi dal Tribunale di Vasto per il piccolo Thomas, emesso il 13 settembre 2019, e quello del Tribunale di Chieti per Carlo (nome di fantasia) emesso in data 17 luglio 2019”.

“Tutti significativi i pronunciamenti dei Giudici, ma siamo stati molto colpiti dalla nettezza del  giudizio indicato nell’ordinanza a favore di Marco De Luca, ragazzo autistico, su sedia a rotelle e non vedente. “La circostanza dell’essere mancata la sottoposizione effettiva del paziente a tale terapia, del
tutto incontestata dalla ASL, deve farsi risalire, comunque, ad una disfunzione dell’organizzazione amministrativa dell’ente sanitario, a fronte del regolare riconoscimento della sussistenza dell’esigenza terapeutica e della conseguente individuazione della tipologia di intervento. E’, dunque, del tutto ingiustificata la mancata attivazione del trattamento terapeutico, che l’UVM aveva giudicato di dover prestare a favore del minore”.

“Plateale la valutazione del Giudice – afferma Autismo Abruzzo Onlus – che di fronte alle marcate necessità di Luca (pluriminorato) non ha potuto far altro che ordinare alla ASL di provvedere con urgenza. Luca e la sua combattente madre Loredana attendevano giustizia da almeno 10 anni. Diversi tentativi negli anni di coinvolgere al loro fianco associazioni e istituzioni sono sempre falliti. Accade però che una volta ottenuto un atto chiaro, che “ordina” alla ASL di ottemperare e di assicurare l’intervento da essa stessa prescritta, la burocrazia e l’organizzazione amministrativa si impossessa del sistema pubblico e usura tempo e pazienza di utenti e famiglie”.

“A nulla sono valse finora le ultime ordinanze emesse e si rischia che anche Marco resti al palo, in attesa che illustri referenti della ASL trovino nei regolamenti interni e nelle procedure impolverate le soluzioni possibili che però non tengono conto delle necessità dell’utente, dei tempi stringenti e soprattutto delle norme vigenti e dell’ordinanza di un Giudice. Lo stesso rischio lo corrono anche il bambino Thomas di 4 anni e Carlo di 11 anni che attendono da troppo tempo l’applicazione delle
ordinanze. I dirigenti preposti della ASL di Chieti sostengono che “bisogna sistemare le carte”,
cioè individuare il processo organizzativo interno che permetta a Thomas di avere le terapie che da circa 5 mesi la famiglia paga di tasca propria. Troppo semplice attuare quello che la famiglia chiede con determinazione”.

“La ASL si dovrebbe semplicemente sostituire al pagamento delle spese che la famiglia già sostiene.
Pagherà mai qualcuno per tutto questo? Possibile che una procedura amministrativa interna sia più efficace di una ordinanza di un Giudice? Confidiamo da sempre nelle Istituzioni. Abbiamo inviato una dettagliata relazione al Presidente della Regione Abruzzo e agli organi regionali. Siamo certi che il
Presidente Marco Marsilio, attento al mondo dell’autismo in campagna elettorale, possa fare luce su questa vicenda e sostenere il direttore generale della ASL di Chieti, Thomas Schael, affinché semplifichi l’organizzazione amministrativa rispondendo all’urgenza che queste situazioni impongono ed evitando che la burocrazia leda, una volta di più, il diritto sancito”.

“E’ arrivato il momento di convertire atti formali (DGR 437/2017 e 360/2019) e le tante belle parole spese in dichiarazioni ufficiali dell’Assessore Nicoletta Verì, in azioni concrete, eliminando le liste di attesa per le prestazioni riabilitative per l’autismo, finalmente accessibili sull’intero territorio regionale. E’ arrivato il momento di ampliare il numero degli operatori qualificati ai nuovi setting “liberando” le famiglie dal vincolo esclusivo che li porta a sperare nello scorrimento delle liste di attesa. E’ arrivato il momento – conclude l’associazione-  di essere rispettosi della Legge, per tutti”.