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La musica dei Pink Floyd clou della serata in piazza Duomo, la luna di Sud illuminerà il centro storico

L'evento questa sera a l'Aquila in occasione della 725esima Perdonanza Celestiniana

L’Aquila. Shine Pink Floyd Moon, opera rock di Micha van Hoecke creata sulle canzoni della leggendaria band inglese – eseguite, per l’occasione, dal vivo dai Pink Floyd Legend – è il clou della serata della Perdonanza Celestiniana. Evento in Piazza Duomo nell’ambito della ricorrenza del 725esimo ‘primo giubileo della storia. È la musica dei Pink Floyd, dunque, con le sue luci interiori e le liriche purissime ad accogliere pellegrini e turisti nel centro storico dell’Aquila, ancora oggi pieno di cantieri per la ricostruzione. Anche se si tratta ormai di canzoni senza tempo, ponte tra rock e musica classica, “una musica che ha un’anima e che, nell’immaginario collettivo, è legata alla giovinezza interiore di tutti noi”, sottolinea Micha, il punto di partenza nella creazione di Shine Pink Floyd Moon è il celeberrimo brano Shine on You Crazy Diamond in cui i quattro Pink Floyd rendevano omaggio al loro compagno Syd Barrett che si era perso nelle regioni sconosciute della “luna”, intesa come malattia mentale.

“È la mia autobiografia che racconta anche la vita di ogni uomo”, spiega ancora Micha van Hoecke, regista oltreché coreografo di SHINE Pink Floyd Moon “la storia delle nostre vite che procedono a cicli, con un movimento circolare come quello della musica e della danza delle stelle, della rotazione della luna: un moto scandito da un continuo processo di nascita-morte-rinascita”. Quella rinascita che L’Aquila vuole fortissimamente. In Shine Pink Floyd Moon, Syd è interpretato da Denys Ganio, già étoile del Balletto di Marsiglia ed interprete dal famoso Pink Floyd Ballet di Roland Petit, balletto cult che debuttò nel 1973, in piena epoca pop, con la band inglese che suonava dal vivo. SHINE Pink Floyd Moon, con un cast complessivo di una trentina di componenti, è prodotto da Daniele Cipriani Entertainment e Menti Associate di Gilda Petronelli, in coproduzione con Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi.