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Consorzio Vini D’Abruzzo 3

La paradossale situazione della Lega, da primo partito CDX a ostaggio della coalizione

Tanto tuonó che..non piovve. Il triumvirato andrà avanti fino al 10 febbraio

L’Aquila. “Se la Lega è il partito della coalizione di centrodestra più seguito, e se il suo coordinatore regionale ha dichiarato l’intenzione di volersi muovere autonomamente, specialmente dopo aver detto e ribadito di non essere più lo schieramento dal 3%, cosa aspetta a dare seguito, con i fatti, alle parole?”

Questo pensiero è sempre più diffuso in parte dell’elettorato abruzzese. Specialmente in quella fetta che, in attesa che fuoriesca il nome del candidato presidente di centrodestra (di cui sembrano essersi perse le tracce) si rimette alle parole del leader regionale del Carroccio, Giuseppe Bellachioma.

E la risposta è tanto cruda quanto, per certi versi, ingenerosa: le decisioni vengono prese dall’alto e, quindi, dai vertici del partito. Leggasi Matteo Salvini. Poco importa, infatti, che in ballo ci sia una regione piuttosto che un’altra e che, quindi, vengano prese in esame identità diverse e specifiche a seconda di dove si posi l’occhio delle elezioni regionali.

La nostra regione non fa eccezione, e per quanto alla Lega abruzzese non piaccia l’aria che tira nella coalizione e non sia rimasta soddisfatta dalla decisione di affidare la scelta del candidato presidente a Fratelli d’Italia, c’è poco da fare: resterà nello schieramento di centrodestra fino a che Salvini, Berlusconi e Meloni lo vorranno. E sembra altresì improbabile che la triade si separi all’indomani di un turno elettorale che la vede come principale favorita. Com’è che si dice? Tanto rumore per nulla.