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La Regione Abruzzo esprime parere negativo sulle trivellazioni nel mare Adriatico

Teramo. E’ stato trasmesso al Ministero dell’Ambiente il parere della Regione Abruzzo circa il Piano di ricerca e produzione degli idrocarburi nel mare Adriatico. La Regione ha espresso parere negativo in quanto il piano potrebbe determinare rilevanti impatti negativi sull’ambiente marino del Mare Adriatico con ripercussioni sul territorio regionale. Il Piano prevede, in tutta la porzione di Mare Adriatico croato, esecuzioni di rilievi sismici e perforazioni esplorative, finalizzate alla ricerca di idrocarburi (petrolio e gas), e perforazioni di pozzi per l’estrazione finalizzate alla produzione di idrocarburi, tuttavia senza riportare nel dettaglio alcuna valutazione cumulativa degli effetti ed il numero massimo di pozzi realizzabili, l’entità dtrivelleegli sversamenti in mare dei fluidi di perforazione dei pozzi, la valutazione del rischio di incidenti durante le fasi di dismissione dei pozzi esauriti ed i possibili impatti sull’ambiente marino e sulla fauna (in particolare rettili e cetacei). “L’idea di trivellare nel Mare Adriatico è aberrante, pericolosa e non guarda al futuro”, commenta il senatore Gianluca Castaldi, portavoce del Movimento Cinque stelle a Palazzo Madama, “Bisogna salvare il nostro mare daremo il via alla lotta di liberazione dell’Adriatico dall’occupazione delle trivelle”. Intanto dopo Ombrina anche per Rospo Mare la commissione ministeriale afferma che il Parco della Costa Teatina non è un elemento da prendere in considerazione in quanto non è stato istituito La vicenda Rospo Mare si definisce con l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che si avvia nel 2012, a seguito dei pareri positivi della CTVIA (Comitato Valutazione di Impatto Ambientale ) del 2009 e 2010, che erano stati “momentaneamente congelati” dal Decreto Legislativo Prestigiacomo dalla vita breve. Dopo un contenzioso in specie con il Comune di Vasto, tra osservazioni, e controdeduzioni, nel 2014 arriva il parere positivo AIA/VIA integrate. Partono le Conferenze Unificate, ed il 15 aprile scorso, il Decreto Ministeriale a conclusione dell’iter di insediamento delle piattaforme di Rospo Mare. “C’è un passaggio del Decreto Ministeriale su Rospo Mare”, commenta Fabrizia Arduini, presidente associazione Wwf Zona Frentana e Costa Teatina, “che rende bene l’idea di quanto tempo è stato perso dalla politica: “per quanto riguarda eventuali modifiche ambientali in relazione del Parco Nazionale della Costa Teatina, si rileva ad oggi che il Parco non è stato istituito”. I cittadini abruzzesi, che dal 2007 hanno espresso a più livelli il proprio dissenso allo sfruttamento fossile del proprio mare e della propria terra, sono in mano a diversi sindaci che urlano no al petrolio ma anche no al Parco della Costa Teatina, ed ad una politica regionale sempre più all’angolo e silenziosa, ed una nazionale, che viene alle manifestazioni a sfilare, ma poi vota favorevolmente sia il Decreto Passera che lo Sblocca Italia rendendo più facile la petrolizzazione del territorio abruzzese”.