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L’Abruzzo montano, il piccolo Tibet, nei magici scatti del teramano Maurizio Anselmi

3L’Aquila. Luci e colori per provocare emozioni. La bellezza del paesaggio abruzzese, con l’imponenza dei monti, il fascino delle distese boschive, i magici riflessi dei laghi incastonati tra le montagne imbiancate. E poi ancora: i corsi d’acqua, che tra le mille sfumature del verde circostante e del grigio delle pietre levigate dal lento scorrere del tempo in una terra che sembra incantata, riflettono il blu del cielo e della sua luce che dall’alba al tramonto riempie gli occhi di forme e di colori in un gioco al caleidoscopio. Tutto questo e tanto altro nelle splendide foto di Maurizio Anselmi, fotografo teramano, che ha affrontato la personale ricerca di quelli che l’autore definisce i “paesaggi dell’anima”, trascorrendo gli ultimi dieci anni della sua vita professionale a immortalare gli angoli più nascosti e incontaminati di una delle regioni più verdi d’Europa, l’Abruzzo, nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che in un articolo, 16corredato da photo gallery, pubblicato dal corriere.it, propone un paragone della nostra regione con il Tibet, tetto del mondo e paese delle nevi. Paragone per nulla azzardato e voluto probabilmente per invitare a riflettere la bellezza di una natura che non è in capo al mondo. Un piccolo Tibet, così Fosco Maraini definì la terra d’Abruzzo, più vicina alle nuvole e alle stelle che non alla terra. Quindicimila condivisioni e centinaia di commenti per esprimere, sui principali social network, apprezzamento per gli scatti di Anselmi e per meditare con gli occhi e con la mente una natura ancora incontaminata dove la mano cementificatrice dell’uomo, che troppo distrugge e poco conserva, forse non può arrivare. Gianluca Rubeo

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