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L’Abruzzo tra le prime tre Regioni a livello nazionale nel piano Covid, sinergia tra sanità e scuola

Verì: "per anno scolastico la salute dei ragazzi è la nostra priorità"

L’Aquila. “Voglio sottolineare il grande lavoro in atto nell’ambito della sanità nel periodo Covid. Oggi spesso e volentieri la Regione Abruzzo viene identificata tra le prime tre regioni a livello nazionale: lo è stata per il piano Covid, per l’App immuni e per il numero di tamponi negli aeroporti. Ciò vuol dire che il sistema sanitario sta cambiando e questo si percepisce nonostante il periodo critico. Presto partiremo anche con la riorganizzazione della rete territoriale Covid”. Così l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, della Lega, nel fare il punto sulle attività legate alla riapertura della scuole, in Abruzzo in programma il 24 settembre, in una conferenza stampa all’Aquila.

“Da tempo è in atto una sinergia importante tra mondo della sanità e mondo scolastico”, ha aggiunto l’assessore alla sanità, “la salute dei nostri ragazzi è una priorità. Per questo ci siamo più volte confrontati con l’Ufficio scolastico mettendo massimo impegno per il rientro in sicurezza dei nostri studenti. Abbiamo cominciato spostando la data di inizio del nuovo anno al 24 settembre. Abbiamo anche chiesto di aumentare il personale sanitario proprio per rispondere ad una eventuale emergenza”.

Verì annuncia il termoscanner nelle scuole superiori. “Abbiamo inviato ieri degli indirizzi che vanno al di là del distanziamento e abbiamo pensato al momento dell’ingresso l’utilizzo nelle scuole superiori del termoscanner, prenderemo qualche scuola a campione, specialmente alle superiori nelle quali ci sono ragazzi maggiorenni che non sono sotto la responsabilità dei genitori”. In vista della riapertura delle scuole, Verì sottolinea che “abbiamo individuato un responsabile sanitario di ogni Asl che entrerà in contatto con il distretto scolastico. Ogni Asl potrà assumere più professioni sanitarie per creare quel ponte necessario tra i vari attori. Garantiamo questa assistenza fidando soprattutto sull’aiuto che ci daranno i pediatri di Base e i medici generali che però non hanno dato una risposta adeguata al cento per cento. Abbiamo cercato di sensibilizzare”.