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L’amore sospeso di Roberta Maiolini fa tappa al Fla di Pescara, la scrittrice: una grande emozione portare la storia di Ludovica e Paolo

Pescara. Il romanzo “L’Amore sospeso” della scrittrice e speaker radiofonica Roberta Maiolini ha fatto tappa, nella giornata di giovedì, nella cornice del Fla di Pescara, il prestigioso “Festival di Libri e Altre cose”. Una copertina nuova, con colori che riecheggiano l’alba abruzzese e che porta la firma del fotografo Guerino Di Francesco. “Una grande emozione portare al Fla la storia di Ludovica e Paolo”, spiega Roberta Maiolini, “soprattutto perché il romanzo esce nelle librerie con la casa editrice Lupi Editore, e questo è un piccolo sogno nel cassetto che è diventato realtà”.

L’Amore sospeso racconta la storia di Ludovica e Paolo, due personaggi completamente opposti tra di loro. Da una parte abbiamo Ludovica, giornalista, dall’altra Paolo, che incarna perfettamente la figura dell’uomo in carriera. “Ludovica ha molto di me, non posso nasconderlo perché chi mi conosce bene e poi legge il libro lo sa”, racconta la scrittrice marsicana al pubblico di Pescara, “Ludovica  fa quello che avrei voluto fare io nella vita. Il carattere di Paolo invece raccoglie molte personalità differenti, per cui alla fine ne è venuto fuori quello che è l’uomo in carriera. Però dato che questa storia d’amore raccoglie dei piccoli pezzetti di storie che hanno vissuto le mie amiche, tant’è che lo spiego all’inizio del libro, posso dire che Paolo è un comun denominatore tra tutte le storie che io ho ascoltato”. Tanti i temi toccati, dalla nascita del libro ai personaggi che girano attorno alla vita di Ludovica e Paolo. Non sono mancate, però, curiosità per i più attenti. Nel romanzo vi è, alla fine di ogni capitolo, una canzone diversa: da  Ligabue a Tiziano Ferro, da Arisa a Gino Paoli. “Ho scelto di mettere una canzone”, spiega Roberta Maiolini, “proprio per dar valenza ad ogni storia raccontata, e poi perché la musica rappresenta la mia vita e il mio lavoro”.

Un linbo che lascia sospesi fino alla fine e che, come conferma l’autrice, avrà poi un suo seguito. “Il mio libro in realtà ha già una dedica ed è scritto tutto all’inizio del romanzo”, sottolinea la scrittrice rispondendo alla domanda di Jacopo Lupi, editore del libro e moderatore dell’incontro, “la prima persona a cui l’ho dedicato è mia nonna, che purtroppo non c’è più ed è stata una delle figure fondamentali della mia vita. Io e mia sorella siamo cresciute con lei, i miei lavoravano ed una volta si faceva così: si cresceva con le nonne. Mia nonna è stata una delle persone, e lo è ancora, più importanti della mia vita. Poi l’ho dedicato a mia madre, per lo stesso motivo perché con la mamma si ha sempre un rapporto molto importante. A mia sorella, che è un’altra colonna della mia vita e a mia nipote Marta. L’ho dedicato al femminile perché è una storia d’amore”.

Non è mancato poi il saluto ad Alfonso Nuccetelli, scrittore pescarese e amico “anche se da poco, importante e leale. Alfonso ci ha lasciato da poco”, ha concluso Roberta Maiolini ricordando lo scrittore di ‘Ruvida’, “voglio ricordarlo con il sorriso perché l’anno scorso eravamo qui insieme. So che oggi, da qualche parte, Alfonso è qui con noi”.